AD70 prendo atto che la burocrazia laziale richiede questo tipo di indagine basta
ora però ti chiedo: ha senso mettere nella legge una eccessiva descrizione della tipologia di prova da fare, la profondità, il numero minimo ecc ecc, trasformando i tecnici progettisti in semplici burocrati?
Mi spiego meglio: io non opero nel Lazio, ma ritengo che gran parte del territorio possa ricadere dentro alla pericolosità geologica media TIPO B (anche solo per l'amplificazione sismica) quindi si casca nel rischio medio e medio alto quasi sempre, con una richiesta di prove piuttosto notevole anche per interventi veramente minimali. Dalle mie parti queste tipologie di prove hanno un costo non irrilevante, che unito alla situazione economica attuale, porta tantissimi privati a farsi fare il preventivo per la progettazione per poi non fare nulla.
di questo passo avremo pochissime opere fatte benissimo con indagini ottime e tantissime opere fatte senza nessun tipo di controllo (se fatte anticipando la prossima sanatoria) o vecchie (anche in questo caso senza nessuna verifica visto che costerebbero comunque troppo).
nel mio piccolo (sono un semplice libero professionista) preferisco che la legge imponga dei controlli senza specificare quali controlli, in maniera tale che siano da concordare con l'Ente rispetto alla tipologia di intervento (e non solo alla classe d'uso di legge), alla reale pericolosità dell'area
(e non ad una eventuale cartografia che può presentare errori e/o essere fatta ad una scala inadeguata) ed anche rispetto alla situazione geologico-geotecnico-sismica dell'area (di cui difficilmente si potrà fare una sintesi adeguata tramite un regolamento asettico e sintetico).
Certo, ogni sistema ha i suoi pro ed i suoi contro, ma obbligare a spendere più soldi in analisi e prove rispetto al costo stesso dell'opera significa che qualcosa è stato sbagliato smile

Ultima modifica di Tacio; 10/07/2014 10:30.

Chi fa da se, fa per tre!