Originariamente inviato da: Tacio
AD70 prendo atto che la burocrazia laziale richiede questo tipo di indagine basta
ora però ti chiedo: ha senso mettere nella legge una eccessiva descrizione della tipologia di prova da fare, la profondità, il numero minimo ecc ecc, trasformando i tecnici progettisti in semplici burocrati?

Concordo, è sbagliato definire la tipologia di prove da eseguire e probabilmente anche il numero minimo di prove, ma in merito alla profondità il regolamento non dà indicazioni se non quelle indiscutibili di indagare il volume significativo dell’opera e di definire le Vs30.

Originariamente inviato da: Tacio
Mi spiego meglio: io non opero nel Lazio, ma ritengo che gran parte del territorio possa ricadere dentro alla pericolosità geologica media TIPO B (anche solo per l'amplificazione sismica) quindi si casca nel rischio medio e medio alto quasi sempre, con una richiesta di prove piuttosto notevole anche per interventi veramente minimali. Dalle mie parti queste tipologie di prove hanno un costo non irrilevante, che unito alla situazione economica attuale, porta tantissimi privati a farsi fare il preventivo per la progettazione per poi non fare nulla.
di questo passo avremo pochissime opere fatte benissimo con indagini ottime e tantissime opere fatte senza nessun tipo di controllo (se fatte anticipando la prossima sanatoria) o vecchie (anche in questo caso senza nessuna verifica visto che costerebbero comunque troppo).

Il problema è la rigidità di tabelle quali quelle del regolamento. Comunque per il rischio medio le indagini richieste credo che rappresentino veramente il minimo ad eccezione di opere veramente esigue. Certo i costi sono maggiori ma motivazioni economiche (anche in periodi come quello attuale) non dovrebbero influenzarci. Il vero problema a mio giudizio (esposto in altra discussione) non è comunque relativo ad opere esigue ma è rappresentato dai committenti e progettisti che si adagiano su questi minimi anche per costruzioni impegnative. Relativamente alle strutture la classe d’uso da sola non basta per definire le indagini minime (mi pare comunque che la modifica del regolamento, ferma chissà su quale scrivania, prevedesse variazioni in funzione delle superfici e delle cubature).

Originariamente inviato da: Tacio
nel mio piccolo (sono un semplice libero professionista) preferisco che la legge imponga dei controlli senza specificare quali controlli, in maniera tale che siano da concordare con l'Ente rispetto alla tipologia di intervento (e non solo alla classe d'uso di legge), alla reale pericolosità dell'area
(e non ad una eventuale cartografia che può presentare errori e/o essere fatta ad una scala inadeguata) ed anche rispetto alla situazione geologico-geotecnico-sismica dell'area (di cui difficilmente si potrà fare una sintesi adeguata tramite un regolamento asettico e sintetico).

Personalmente sono favorevole ai controlli anche rigidi, ma questi dovrebbero partire da perimetri ben definiti (es. indagini minime?) altrimenti rischiamo di rimanere in balia del burocrate di turno.....vedi il caso esposto da vcolax (e non è il solo a dover affrontare questo problema con il GC di Cassino..........in merito mi chiedo a quando una reazione incisiva dell’ordine)


La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia,
ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)