|
|
Iscritto: Jul 2014
Posts: 4
Junior Member
|
OP
Junior Member
Iscritto: Jul 2014
Posts: 4 |
Salve a tutti, ho un cantiere di produzione autorizzato che nell’arco di qualche mese dovrebbe produrre circa 30.000 mc di terre e rocce da scavo (arenarie e marne). Il cantiere non è sottoposto a VIA, pertanto può essere gestito all’interno dell’art. 41 bis del D.L. 69/2013.
Al fine di un corretto riutilizzo avremmo trovato una ditta che prenderà il materiale, lo trasporterà con DDT presso sito di destinazione (zona D) dove è prevista una lavorazione tramite macinatura (normale pratica industriale) e lo inserirà nel “ciclo produttivo” (condotto dalla stessa ditta che lo ritira) che prevede il confezionamento di calcestruzzi. Tale prodotto sarà poi riutilizzato per la formazione di calcestruzzi magri e poveri per il riempimento di scavi destinati a sottoservizi e per la formazione di piazzali privati..... Il ciclo di confezionamento calcestruzzi pertanto mi dovrebbe rappresentare l’utilizzo delle terre e quindi determinare l rispetto di tutti i commi dell'art. 41bis.
L’unico dubbio che non riesco a chiarire è se l’utilizzo all’interno del ciclo produttivo per il confezionamento del calcestruzzo debba inderogabilmente avvenire entro 1 anno dalla data di produzione. Poiché, se così fosse, sarei obbligato al suo reimpiego (formazion di calcestruzzo) anche se la richiesta nel mercato non lo permettesse. Quesito: Una volta macinato il sottoprodotto può rimanere in cantiere per oltre 1 anno in attesa di un suo riutilizzo all’interno del ciclo produttivo dettato esclusivamente dalle richiese di mercato? Magari con impegno sottoscritto dalla ditta utilizzatrice. Grazie della vostra attenzione.
|
|
|
Link Copiato negli Appunti