Originariamente inviato da: geotux
Salve,

qual'è la situazione sul minimo flusso vitale in alveo? Quali sono le normative vigenti in merito e chi si occupa di farlo rispettare.

Ricordo molte sorgenti captate per intero nelle montagne abruzzesi e come quest abbiano di fatto troncato il minimo sostentamento agl'alvei.

La WFD impone il ripristino delle condizioni in alveo. Mi piacerebbe sapere come hanno fatto nei casi di cui sopra e chi se ne stà occupando.

Grazie
Antonio



ti posso rispondere per quanto riguarda la regione emilia-romagna, dove la regione appunto, in quanto soggetto istituzionale a capo della responsabilità del raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale fissati per i corpi idrici dalla WFD, ha applicato il concetto del DMV a tutti i corpi idrici significativi superifciali con lo studio realizzato per il Piano di Tutela delle Acque (nel lontano 2003), identificando il minimo deflusso vitale per tutti i bacini e sottobacini, adottando sia relazioni empiriche che studi più approfonditi basati su modelli idrologici più o meno complessi. Ad oggi lo stesso piano di tutela, che è stato superato dalla legge con l'introduzione del piano di gestione delle acque da realizzarsi a cura delle neoinstaurate autorità di distretto idrografico.
La stessa regione, che ha la delega dello stato alla gestione del demanio idrico, tiene conto in sede di rilascio di nuova concessione -e di rinnovo di quelle esistenti- del DMV e se dai propri dati il prelievo mette a rischio il mantenimento della portata minima, la nega o ridimensiona il prelievo richiesto.
Il problema delle sorgenti non è tanto la captazione in se' delle sorgenti (l'abruzzo come altre regioni con montagne a ridosso della costa è un caso particolare perchè mancano grossi acquiferi di pianura da sfruttare per gli approvvigionamenti idropotabili e quindi si hanno grosse captazioni nei massicci carbonatici) ma il fatto che non è sempre chiaro stabilire il prelievo e soprattutto farlo in relazione al regime annuale della sorgente. In più - almeno per la regione emilia-romagna- spesso le sorgenti sono captate senza un contatore è non è possibile stimare con precisione quanta risorsa è stata prelevata e quanta è andata a scarico.
Si sta pagando ancora la noncuranza del secolo scorso quando l'acqua era abbondante in rapporto alla domanda e senza grosso problemi ambientali

per gli Abruzzi mi risulta che un grosso danno alle risorse idrogeologiche sia stato perpetrato dai vari trafori del gran sasso eccetera, che hanno drenato di centinaia di metri la falda del massiccio


This is The End, my only Friend, The End (J. Morrison)