E' interessante notare come lo stato qualitativo sia stato giudicato "Sufficiente" per un torrente che d'estate è asciutto in quel tratto. Da un punto di vista qualitativo, il fiume si valuta in condizioni di DMV, quindi non capisco come siano riusciti a valutarlo "sufficiente".
Da un punto di vista quantitativo hanno scritto "Nessun idrometro". Beh, quando non si hanno dati si raccolgono. Se non si hanno i soldi per installare/mantenere un idrometro, si raccolgono valori di deflusso con il mulinello (e si fa in condizioni di flussi bassi, "low flows" come dicono gl'anglosassoni ... c'è una letterature infinita sul web in merito).
Poi questa cosa del 75-esimo percentile per valutare lo stato qualitativo mi sembra una bufala ... come dire "se il fiume è in condizioni "sufficiente" per il 75% delle volta, non ci interessa il restante 25%". Immagino che questo sia dettato dalle normative nazionali? Non possono esserselo inventato ....
Del resto, se avessero usato il 95-esimo percentile tutti i fiumi italiani sarebbero in condizioni "pessime".
A.
sono un po' perplesso, la qualità ambientale del corso d'acqua non dovrebbe essere dipendente solo dalla quantità di acque, ma da una sere di fattori, secondo le direttive successive ed attuative della WFD (in italia recepite con il decreto ministeriale 260/2010 occorre valutare lo stato ecologico dei corsi d'acqua mediante la valutazione della qualità biologica (stato della flora e fauna acquatiche, ecc.) della qualità fisico-chimica (indici fisici e contenuto di sostanze pericolose, pericolose prioritarie, eccetera) e della qualità idromorfologica (stato dell'alveo, rapporto acque sotterranee-superficiali, ecc e quindi solo in questa classe di elementi entrerebbe il fattore portata.
se il PTA della regione abruzzo ha ancora la calssificazione della qualità dei corsi d'acqua stabilita con i criteri dell'ormai obsoleto D.Lgs 152/99 e cioè derivante dalle direttive comunitarie emesse nei decenni precedenti, la qualità ambientale dovrebbe essere ancora definita da stato ecologico e stato chimico, ed in questi non era previste misure di portata ma maggiore attenzione a parametri biologici come l'IBE (l'indice biotico esteso) o i macrodescrittori (LIM "livello di inquinamento dei macrodescrittori" cioè una serie di indicatori di inquinamento antropico come nitrati, fosforo, BOD5, ecc.) e quel 75% percentile doveva appunto riferirsi al LIMnon alla portata (non sono un esperto di classificazione dei corpi idrici ma suppongo che l'assenza di tale parametro fosse dovuta al fatto che è intrinscamente legata alla qualità biologica, ergo, se non c'è acqua per un periodo di tempo molto lungo le comunità di organismi siano esse macroinvertebrati o pesci andavano inevitabilmente ad essere penalizzate e a fornire un livello di qualità biologica insoddisfacente.
Ma oggi con l'applicazione della WFD tutte le regioni dovrebbero adeguarsi al nuovo sistema di monitoraggio e classificazione, la Regione Emilia Romagna è a buon punto.
Se ne occupa l'Arpa (per cui lavoro). Ma faccio presente che nell'arpa non ci sono geologi che si occupino di questi temi.
Purtroppo.