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adilex Offline OP
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Dopo un colloquio con un Consigliere dell'OG Regionale, mi è sorto un dubbio, e vi chiedo un parere.
Premessa: ad un incontro post-insediamento del nuovo Ordine Regionale, si ventilò l'idea di redigere un regolamento sulla falsa riga di quello del Lazio, con indagini minime, contenuti delle relazioni, ecc. Recentemente, nel suddetto colloquio, ci è stato detto che tale strada era stata abbandonata a causa del fatto che l'Ordine non poteva in alcun modo dettare delle reogle "vincolanti", ma che la loro strategia sarebbe stata quella di sensibilizzare i Geni Civili (idea comunque molto vaga).
Ora quello che chiedo è: perchè se l'attuazione di tale regolamento è stata possibile nel Lazio non può esserlo nelle altre Regioni? Questo ovviamente al netto delle opinioni sulla reale utilità di tale strumento (sarei comunque curioso delle vostre opinioni)...


Andrea Alessandrini
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il Legge Lazio non è da portare come esempio, tipo la fiera del penetrometro e della maaw a gogo. Per favorire i geologi a 500 euri al colpo tutto compreso????


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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adilex Offline OP
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Certo Michele, quello che tu dici è vero, però è vero anche un altro aspetto che dalle mie parti vige come regola, ovvero che la guerra dei prezzi viene fatta tagliando proprio sulle indagini, per prime quelle geofisiche; ad esempio, proprio riguardo questo, la gran parte dei Colleghi (e clienti, dato che faccio solo servizi) si è dotata dello "strumento magico", sicchè tutti sono diventati auto-geofisici (con profili Vs fatti fittando picchi a 60 Hz, o con un unico strato "superficiale" a Vs costante dello spessore di 20 m su coperture alluvionali), percui il 500 € quasi-tutto compreso già avviene, in parte. Non conosco il Regolamento nello specifico, e da quanto dici suppongo abbia delle storture notevoli, ma se be calibrato non potrebbe essere uno strumento utile per incrementare la qualità dei lavori?
Anche perchè la storia della sensibilizzazione dei Geni Civili sembra davvero un'utopia, quando a precisa domanda sull'adeguatezza di un'indagine la risposta di uno di loro è stata "basta che ci sia qualcosa".....


Andrea Alessandrini
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Salve,
l'argomento è banale e complesso allo stesso tempo comunque vedo che spesso viene tirato in ballo il Genio Civile ma reputo che esso sia un organo di controllo tecnico dei progetti più che un organo predisposto a calmierare il mercato o vigilare su comportamenti deontologicamente scorretti. Certo le cose sono in qualche modo legate ma sicuramente dovrebbero essere gli Ordini Regionali a tirare le orecchie ai colleghi che sforano certi limiti e parlo di limiti della decenza. E poi non dimentichiamo che il controllo del GC riguarda solo una parte dell'attività professionale del Geologo, per non parlare di quelle regioni dove il GC non vi è più. Le leggi (vedi indagini minime) possono aiutare ma hanno i difetti di generalizzare in pochi casi le innumerevoli situazioni che possono presentarsi nella pratica professionale e poi si sa in Italia fatta la legge trovato l'inganno e qui vedete che torna di nuovo in ballo l'Ordine ed il suo aspetto di organo vigilante. Insomma si trovino i modi e gli strumenti per dare all'Ordine regionale la possibilità di vigilare sugli iscritti.

Chiudo dicendo che bisognerebbe avere tutti più rispetto per la nostra professione e che questa corsa al ribasso sta inevitabilmente indebolendo la categoria da tutti i punti di vista.
Cose scontate ma avevo voglia di tirarle fuori.

Saluti


Fa' sempre la cosa giusta.
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adilex Offline OP
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Certo, gli Ordini dovrebbero avere un maggior controllo sulla deontologia dei propri iscritti, ma sulla base di cosa si può decidere se un piano di indagini è deontologicamente corretto? Inoltre come possono gli Ordini controllare l'operato di ogni singolo iscritto? Certo i Geni Civili possono essere "invitati" ad essere maggiormente attenti, ma credo che abbiano le loro grane a chiedere integrazioni (posto che all'interno ci siano figure professionali competenti a farlo); più volte si è letto anche su questo Forum di Geni Civili troppo o troppo poco zelanti. Le generalizzazioni certo fanno male, specie se non calate nelle differenti realtà locali, ma avere un riferimento inderogabile quantomeno costringerebbe tutti ad adottare uno standard minimo. La libertà, insomma, è per chi è in grado di gestirla...


Andrea Alessandrini
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La deontologia c'entra poco o niente e nessun significato hanno le espressioni "piano delle indagini deontologicamente corrette" e "invitare i G.C. ad essere maggiormente attenti". Sono espressioni di nessuna rilevanza se si hanno chiare le funzioni e i ruoli dei soggetti in campo.
Gli Ordini dovrebbero vigilare sulla correttezza deontologica degli Iscritti negli Albi ma, in concreto, non hanno adeguati strumenti per esercitare tale funzione.
La P.A. (= i G.C.) ha il compito di verificare che la documentazione del progetto sia completa in ogni sua parte e conforme alle leggi, norme e regolamenti.
Il Libero Professionista è il soggetto che sotto personale responsabilità (civile e penale) svolge l'incarico assunto dal Committente (pubblico o privato) con piena consapevolezza delle proprie capacità, competenze ed esperienze.
Nella fattispecie il "regolamento" della Regione Lazio, molto sponsorizzato dal Consiglio dell'OGL, è stato concepito e redatto dalla tecno-burocrazia regionale (Geologi, ahimé) e contiene solo ombre mettendo in risalo il profondo distacco con la realtà delle cose, la dignità del Geologo L.P. e il modo di esercitare la Professione.
La tecno-burocrazia regionale (Geologi, ahimè) ha preteso, con quell'atto, di sancire i qual modo il Geologo deve svolgere la sua attività e quali sono i contenuti minimi delle indagini. E ciò in maniera acritica, indifferente al fatto che le indagini occorrono al Geologo per riconoscere le condizioni locali del sottosuolo, la natura, le proprietà strutturali e fisico-meccaniche dei terreni con lo scopo di "interpretare al meglio" il modello richiesto dalla normativa vigente. Per fare ciò il Geologo, con la personale assunzione di responsabilità professionale stabilisce se le indagini sono necessarie, di quale tipo e nella occorrente quantità in relazione all'intervento da eseguire e compatibilmente alla logistica del luogo. Il "regolamento" pretende invece che in ogni caso, anche per opere di nessunissima rilevanza (finestrature di balconi, ad esempio) e in ambiti di difficile accesso siano seguite le prescritte indagini.
Il "regolamento" della Regione Lazio, nonostante la convinta adesione dell'OGL, non è un atto amministrativo da prendere a campione e personalmente lo considero un'offesa arrecata ai Geologi Liberi Professionisti.
Andrea Maniscalco

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adilex Offline OP
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Anche se alcune delle espressioni da me usate possono sembrare senza significato, quello che intendevo sottolineare è che se da una parte è giustissima la definizione di Libera Professione, dall'altra esiste la realtà di cosa essa sia diventata. Si parla di elevazione degli standard qualitativi, di maggior considerazione della figura del Geologo, di un ritorno a remunerazioni adeguate, ma se la situazione è quella di totale giungla come attualmente è dalle mie parti (e leggendo qua e là direi anche altrove), la vedo dura che di punto in bianco le rosee attese divengano realtà.
Il Regolamento Lazio potrà essere una mortificazione del Professionista, e non sto assolutamente dicendo che sia la soluzione dei nostri mali, ma in un modo o nell'altro ha comunque dettato dei limiti (magari eccessivi) entro cui stare. Limiti che altrove vengono a volte sorpassati, senza che G.C. o Ordini possano intervenire. Detto questo, mi interessava sollevare la questione su cosa sia possibile o giusto fare per arginare questa deriva, andando oltre l'ovvio fatto che ciascun Professionista si assume delle responsabilità...


Andrea Alessandrini
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sono "assolutamente" d'accordo con Maniscalco e in più faccio notare come ci sia "purtroppo" un continuo appiattimento verso il "fondo"
la legge Lazio rappresenta uno dei punti più bassi normativi e culturali (a volte illogici)


michele conti
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Quello che dici è vero ma l'ideale non penso sia la mancanza di regolamenti.
Questi sono molto utili se servono a diminuire l'asimmetria informativa in campo geologico nei confronti di burocrati e committenti.
L'ideale sarebbe un regolamento che imponesse determinate indagini non semplicemente sulla base dell'opera ma sulla base del parametro ricercato e del livello di attendibilità richiesto.



Ultima modifica di AndreaEvangelist; 27/08/2014 09:00.

Andrea Evangelista
Geologo
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Adilex (ma perché vi nascondete negli pseudonimi?) ha toccato punti molto "scottanti" che meritano attenzione e approfondimento.
- Cosa è diventata la Libera Professione. Il modo di esercitare attività professionale, di natura intellettuale, ha subito nel tempo una profonda mutazione e oggi il L.P. interagisce in un contesto politico, burocratico, socio-economico molto complesso che si espande fino a divenire sovranazionale. Dalla primitiva figura del L.P. "onnisciente" si è sostituita, impercettibilmente ma inesorabilmente, quella del L.P. specializzato in ambiti tematici più ristretti che si fondono in contesti multidisciplinari meglio organizzati per fronteggiare una Committenza più esigente e un mercato del lavoro più competitivo. Il singolo L.P. rischia di trovarsi emarginato o al più sottoposto agli altrui interessi.
- La figura del Geologo è considerata non in forza di leggi e regolamenti (peraltro elaborati da soggetti estranei al mondo della Geologia) ma dalle capacità, competenze ed esperienze personali e collettive. Condizione necessaria è il titolo accademico ma non ancora sufficiente se il post laurea non è accompagnato e costantemente sostenuto da un continuo aggiornamento che è il solo a certificare, nei fatti, il miglioramento della qualità della prestazione che (mi ripeto) non può essere validata "ope legis" destinata a livellare in basso il grado di qualità della prestazione intellettuale.
- Il ritorno alla adeguata remunerazione è figlia del punto precedente. Il L.P. mette sul mercato il proprio patrimonio di cultura e competenze acquisito nel tempo con impegno e sacrifico. L'investimento deve dare i suoi frutti e non deve essere svalutato rincorrendo il "prezzo più basso" similmente a uno scarto di magazzino. Occorre darsi coraggio, rivendicare la propria dignità e, qualora la necessaria mediazione con la Committenza non avesse successo, decidere di rifiutare la proposta di incarico.
Andrea Maniscalco

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