Anche se alcune delle espressioni da me usate possono sembrare senza significato, quello che intendevo sottolineare è che se da una parte è giustissima la definizione di Libera Professione, dall'altra esiste la realtà di cosa essa sia diventata. Si parla di elevazione degli standard qualitativi, di maggior considerazione della figura del Geologo, di un ritorno a remunerazioni adeguate, ma se la situazione è quella di totale giungla come attualmente è dalle mie parti (e leggendo qua e là direi anche altrove), la vedo dura che di punto in bianco le rosee attese divengano realtà.
Il Regolamento Lazio potrà essere una mortificazione del Professionista, e non sto assolutamente dicendo che sia la soluzione dei nostri mali, ma in un modo o nell'altro ha comunque dettato dei limiti (magari eccessivi) entro cui stare. Limiti che altrove vengono a volte sorpassati, senza che G.C. o Ordini possano intervenire. Detto questo, mi interessava sollevare la questione su cosa sia possibile o giusto fare per arginare questa deriva, andando oltre l'ovvio fatto che ciascun Professionista si assume delle responsabilità...


Andrea Alessandrini