Adilex (ma perché vi nascondete negli pseudonimi?) ha toccato punti molto "scottanti" che meritano attenzione e approfondimento.
- Cosa è diventata la Libera Professione. Il modo di esercitare attività professionale, di natura intellettuale, ha subito nel tempo una profonda mutazione e oggi il L.P. interagisce in un contesto politico, burocratico, socio-economico molto complesso che si espande fino a divenire sovranazionale. Dalla primitiva figura del L.P. "onnisciente" si è sostituita, impercettibilmente ma inesorabilmente, quella del L.P. specializzato in ambiti tematici più ristretti che si fondono in contesti multidisciplinari meglio organizzati per fronteggiare una Committenza più esigente e un mercato del lavoro più competitivo. Il singolo L.P. rischia di trovarsi emarginato o al più sottoposto agli altrui interessi.
- La figura del Geologo è considerata non in forza di leggi e regolamenti (peraltro elaborati da soggetti estranei al mondo della Geologia) ma dalle capacità, competenze ed esperienze personali e collettive. Condizione necessaria è il titolo accademico ma non ancora sufficiente se il post laurea non è accompagnato e costantemente sostenuto da un continuo aggiornamento che è il solo a certificare, nei fatti, il miglioramento della qualità della prestazione che (mi ripeto) non può essere validata "ope legis" destinata a livellare in basso il grado di qualità della prestazione intellettuale.
- Il ritorno alla adeguata remunerazione è figlia del punto precedente. Il L.P. mette sul mercato il proprio patrimonio di cultura e competenze acquisito nel tempo con impegno e sacrifico. L'investimento deve dare i suoi frutti e non deve essere svalutato rincorrendo il "prezzo più basso" similmente a uno scarto di magazzino. Occorre darsi coraggio, rivendicare la propria dignità e, qualora la necessaria mediazione con la Committenza non avesse successo, decidere di rifiutare la proposta di incarico.
Andrea Maniscalco