Beh... le "cartine" dei link sono la Carta Geologica ufficiale d'Italia, che da un po' di anni è stata resa consultabile in rete. Solo consultabile, perché fare e stampare carte geologiche costa, quindi chi vuole il cartaceo va a comprarselo (giusto e sacrosanto, perché per stampare a costi umani una carta a colori, occorre tirarne un certo numero di copie che possano essere poi vendute per pareggiare; mica solo quella per la scansione... la copia cartacea depositata nelle biblioteche nazionali è tutt'oggi necessaria per garantire la stabilità del dato, posto ch e su internet nulla è "fisso").
Comunque, la qualità è già buona, e per chi non deve lavorarci, il pezzettino si può "fotografare" con gli strumenti del computer...
Quindi:
Questa è la pagina del sito di ISPRA in cui si vedono tutte le carte disponibili.
ISPRA (istituto superiore per la ricerca ambientale) ha assorbito il Servizio Geologico Nazionale e tutte le sue attività.
http://www.isprambiente.gov.it/it/cartografia/carte-geologiche-e-geotematicheQui ci sono tutti i "vecchi" 1:100000. Vecchi per dire, perché per molte aree sono le uniche tutt'oggi esistenti, complice la crisi che ha bloccato i finanziamenti:
http://193.206.192.231/carta_geologica_italia/default.htmQuesta è la cartografia geologica nuova, in scala 1:50000 che stiamo ancora facendo:
http://www.isprambiente.gov.it/Media/carg/index.htmlTornaimo a Loano.
Confrontando da googlemap con la carta geologica, dovremmo essere all'interno del km 606 dell'Aurelia (toponimo K.606 nella carta). E qui mi sorgono i dubbi che avevo già, e per cui farei la prova con l'acido.
Perché la carta riporta fitte ripetizioni di:
T1 (viola scuro): Quarziti di Ponte Nava,del Triassico inferiore, descritte come "biancastre, in strati e banchi".
G11-9 (blu scuro): Calcari di Val Tanarello, descritti come calcari marmorei chiari ceroidi ben stratificati, del Giurassico superiore, e che dalle note illustrative risultano qui in contatto diretto sulle roccie del Trias inferiore.
Dal contesto e dalla sezione geologica mi immagino una situazione fittamente piegata, che spiegherebbe il ripetersi fitto di aree a calcari e aree a quarziti (nella carta appare "tigrato" in viola e blu). Quindi sulla aatessa stradetta potrebbero affiorare, a varie quote, pezzi delle une e degli altri, alternati.
La stratificazione non mi aiuta a distinguere: Per quanto stratificata, se la roccia è fratturata pervasivamente, può apparire come massiccia. Oppure l'affioramento può interessare un unico strato un po' cicciotto...
Resta il dubbio se anche le quarziti, nel contesto climatico della riviera, possano alterarsi e divenire friabili. Non ho alcuna esperienza in proposito (nè di geologia della Riviera, né di quarziti; da noi in Prealpi le poche che ho visto erano sopra i 2000 m di quota!).
A occhio le darei per rocce carbonatiche alterate - dalla foto - ma non si sa mai...
Questa però è una cosa da vedere con l'acido, che è un classico test che il geologo di terreno fa regolarmente quando ha dubbi (la boccetta di acido col contagocce è un must nel borsello da rilevamento!).
Il test contrario: se c'è quarzo, riga il martello, che è di acciaio, e il quarzo avendo durezza 7 riga l'acciaio.
Due analisi elementari, fattibili sul campo, che spesso sono molto d'aiuto!