Sicuramente la realizzazione di matrici
ambiente geologico-pericolosità-geometria opera-classe d’uso per la definizione delle indagini minime rappresentano l’aspetto pratico di un eventuale regolamento al quale si devono affiancare, a mio giudizio, procedure e norme che impongano una sinergia delle parti, ci assegnino responsabilità tangibili, impongano controlli maggiori e di migliore qualità e prevedano sanzioni per chi agisce fuori dalle regole (anche se solo quantitative: numero e tipo di prove ecc.).
A questo, anche se utopistico

, sarebbe opportuno imporre ai committenti la consegna delle fatture quietanziate delle relative prestazioni professionali, in assenza di tale documentazione, consegnata prima della concessione, niente permesso e procedura bloccata!
Quindi ben vengano schemi di indagini minime basate su tabelle e matrici ma l’aspetto principale è quello di responsabilizzare (anche in modo coatto con sanzioni e blocco delle pratiche) i vari attori di un progetto cui devono essere assegnati compiti specifici ma compenetrati tra loro. Insomma creare una sorta di conflitto d’interessi tra committente-progettista-geologo in cui ognuno dipende dall'altro! Altrimenti si rischia il fallimento come accaduto nel Lazio!
Ah….dimenticavo, naturalmente per evitare abusi, lungagini, perdite di memoria ecc. ecc. anche gli attori dell'altra parte della barricata dovrebbero essere soggetti a sanzioni!
Inorridisco a leggere quello che ho scritto: con tutte queste sanzioni sembra uno stato di polizia ma.....credo che non se ne possa fare a meno.