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http://livesicilia.it/2014/09/27/maccalu...tellino_543829/Che ne pensate? "A occuparsi dell'area sono tre operatori, personale di Legambiente. Nessuno geologo, 'tuttavia - assicura Fontana - si tratta di personale che ha maturato esperienza sul campo e che è in grado di osservare le tracce del fenomeno di vulcanesimo'": http://livesicilia.it/2014/09/27/i-frate...olemica_543967/Se è vero che non hai soldi per monitorare bene, allora chiudi l'accesso al pubblico e basta. Non puoi dire che la colpa è della Regione che non ti da sufficienti fondi per monitorare e al contempo che il fenomeno era imprevedibile. A me pare una cosa gestita alla buona...
Ultima modifica di DanielaP; 28/09/2014 13:53.
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michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Quello che dici è in effetti corretto... io ricordo di essermi infilato fino alle ginocchia in uno di questi vulcanelli presenti nella mia provincia che per fortuna però non aveva eruzioni come questo. Mi meravigliai della mancanza di recinzione e pensando al povero Afredino del pozzo di Vermicino... mahh Ci sono inoltre ''difficoltà a fare previsioni in quella particolare riserva: è come se andando in montagna si volesse prevedere la caduta di massi da una parete di roccia. Non sono fattori prevedibili'' Anche questo è vero ma in montagna il pericolo è molto più diffuso e non riguarda una sola parete, inoltre le escursioni in montagna presentano diversi pericoli (maltempo, rischio di cadere da precipizi ecc...)non come una semplice passeggiata in una riserva naturale. Non molto tempo fa fui coinvolto in alcune riunioni tenutesi in un comune della mia provincia a riguardo di iniziative da intraprendere a seguito della morte di una povera insegnante che percorrendo un sentiero, abbastanza frequentato, lungo le gole di un torrente, venne investita da un masso che la uccise sul colpo. Quello che suggerii al Sindaco riguardava in via prioritaria l'esecuzione di studi strutturali lungo tale percorso al fine di individuare i versanti con maggiore predisposizione al crollo per poi eseguire le azioni di contenimento con le tecniche più adeguate previste dallo stesso studio (tipo reti metalliche ecc,), ma prevalse la linea interventista dei Vigili del Fuoco che con i voli in elicottero (i soli voli saranno costati più dello studio che suggerii io) avevano già individuato le zone pericolose su cui piazzare le numerosi reti... altro che geologia!
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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È stato interessante questa sera vedere il servizio sul vulcanello di Caltanissetta, uno dei 3 presenti in Sicilia (non so dove sia il terzo), dove l'ultimo episodio esplosivo di emissione di gas è avvenuto nel 2008.
Tra l'altro, dopo l'ultima eruzione ci sono stati cedimenti che hanno lesionato alcuni edifici tanto da renderli inagibili.
Suppongo che non ci abbiano pensato tanto prima di costruirci attorno...
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Nel modenese e nel reggiano si hanno diversi vulcanelli di fango così come Anche nel modenese e nel reggiano si hanno diversi vulcanelli di fango oltre nel bolognase che vengono chiamati salse perchè l'acqua che stempera l'argilla rendendola fluida e viene spinta dal gas (prevalentemente me-tano)in superficie è salata.
Durante l'ultima guerra quando mancava tutto e quindi anche il sale con varie operazioni casalinghe veniva estratto il sale da questi fanghi, incorrendo, quando scoperti, nelle sanzioni della Finanza in quanto il sale allora era monopolio di Stato.
Il campo di salse più grande e reso famoso già nell'800 perchè visitato dall'Abate Antonio Stoppani e poi illustrato nel famoso Bel Paese è quello di Nirano, piccola frazione del Comune di Fiorano Modenese.
Esistevano anche altre salse nel vicino comune di Sassuolo (la capitale della piatrella ceramica) ma ora sono quescenti o con scarsissime manifestazioni.
E' verosimile ritenere che queste salse sassuolesi siano andate in eruzione in tempi storici dato che Plinio negli Acta Aetrusca riporta di fuochi e di montagne che fra loro si scontravano e che il feno-meno era visibile dalla via Emilia (distante in linea d'area una ventina di km.
La cosa sarebbe anche confermata dal fatto che vicino a queste salse recenti scavi argcheologici hanno portato alla luce i resti di un tempio dedicato ad Atena e di una fattoria (anche se per questa ultima ci sono dubbi che il suo crollo possa essere dovuto ad un moviemnto franoso).
Le salse di Nirano attualmente fanno parte di un piccolo parco naturale con un museo dotato di at-trezzature didattiche e sono oggetto di freqentazione sia domenicale sia delle scolaresche.
L'Università di Modena studia il fenomeno da anni in particolare è monitorato il radon, oltre che censita la flora alofila.
Ogni tanto qualche vulcanello cessa la sua attività e ne nascono altri anche lontani da quello estinto senza traumi di nessun genere.
Sulle pagine delle cronache dei quotidiani locali dell'Emilia e della Romagna,a memoria dello scri-vente (oltre 50 anni), le salse non sono mai apparse nella cronaca "nera" per eccessi d'attività luti-voma o per avere inghiottito qualche sprovveduto anche prima della costituzione del parco.
Corre voce di carri trainati da buoi inghittiti perchè la conca delle salse un tempo era coltivata, in tempi più recenti il materiale eruttato veniva ruspato ( lo scrivente lo vide personalmente) si diceva per scopi terapeutici.
Speriamo che le salse emiliane continuino a mantenere la loro modesta, ma costante, attività lutivoma.
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Non ho visto il servizio, ma ho vissuto l'evento del 2008 come protezione civile.
Il vulcanello di Caltanissetta (Terrapelata: un nome, una garanzia) allora fece un bel botto (si era, se non sbaglio, in agosto)... tutti a frignare, ma le cose sono rimaste immutate: case e strade tutto intorno (con lesioni perché il fenomeno fu accompagnato da un esteso campo di fratturazioni al suolo).
Prima del 2008 nelle vicinanze ci hanno costruito pure un campo sportivo, ovviamente ora pieno di lesioni (il campo stesso e i muri perimetrali). Poco più a nord c'è pure una frazione abitata (il villaggio Santa Barbara) all'interno della quale constatai alcune fratture e deformazioni sulle pertinenze stradali.
Come sempre, la memoria è corta, anzi cortissima e quindi le parole (anche scritte) non hanno sortito alcun effetto: inutili le riunioni di un tavolo tecnico fra enti pubblici, università e INGV con proposte di studio e monitoraggio che si sono perse nel vuoto stantio delle stanze del mio ufficio.
Per inciso, il livello culturale dei dirigenti generali e dei politici, da queste parti, è tale che, visto che si chiamano "vulcanelli", è lecito rivolgersi a chi si occupa di vulcanologia!
Ah, per la cronaca: oltre alle Maccalube di Aragona e a Terrapelata, in Sicilia esistono i vulcanelli di Paternò (provincia di Catania), in area aperta accanto al campo sportivo, la salinella di San Biagio a Belpasso (sempre Catania) e le salinelle del fiume, ancora a Paternò. Le manifestazioni in provincia di Catania PARE che siano riconducibili, questa volta sì, a fenomeni secondari di tipo vulcanico.
Saluti, Giuseppe Basile
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Come sempre, la memoria è corta, anzi cortissima e quindi le parole (anche scritte) non hanno sortito alcun effetto: inutili le riunioni di un tavolo tecnico fra enti pubblici, università e INGV con proposte di studio e monitoraggio che si sono perse nel vuoto stantio delle stanze del mio ufficio. Si ma qualcuno ha avuto la geniale idea, in mancanza di monitoraggio, di proporre almeno la recinzione delle aree?
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Anche qualcosa di più della recinzione: la revisione del PRG... sto parlando solo di Caltanissetta...
gb
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La sezione di Palermo dell'INGV è specializzata nello studio geochimico dei fluidi e non si occupa solo di vulcani ma di tutte le manifestazioni di fluidi, compresi i vulcani di fango. Ecco perché sono stati chiamati in causa. Oltre ai vulcani di fango già citati posso aggiungere le Maccalube di Bissana, tra Cianciana e Cattolica Eraclea e altre manifestazioni che sono elencate nella pubblicazione Giovanni Martinelli, Alan Judd: Mud volcanoes of Italy Geol. J. 39, 2004, S. 49–61.
DOI: 10.1002/gj.943 Link (non so se questo pdf è pubblico) Quelli di Paternò e dintorni non hanno affatto origine vulcanica solo che nei gas emessi ci sono quantità variabili di anidride carbonica (e altri gas in piccolissime quantità) proveniente dal magma dell'Etna. Se non ci fosse l'Etna ci sarebbero lo stesso e il gas sarebbe a prevalenza di metano come tutti gli altri.
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