Gentilissimo Paolo Rugarli,
innanzi tutto benvenuto in geoforum e grazie per la segnalazione del tuo libro e del capitolo di libera lettura.

Come geologi abbiamo già sentito molte critiche sul PSHA, provenienti ad esempio dai sismologi-geofisici Mulargia e Castellaro, in relazione alle troppe cifre significative, alla metodologia, alla razionalità del concetto.
Nel capitolo 9 del tuo libro esponi in maniera dettagliata molte delle incoerenze frutto dell'analisi del documento INGV incriminato e degli errori nello sviluppo del PSHA.

Molto interessante quanto riporti:
Quote:
Romeo, per la cronaca, è l’unico ad essersi astenuto dal
votare a favore il documento finale della Commissione Grandi Rischi con cui la
mappa è stata approvata.


Tanto più che conosco il prof. Romeo come esperto di analisi quantitativa del rischio applicata agli aspetti geologici e geotecnici.

Molto interessanti anche i commenti che citi degli statistici Freedman e Stark, 2003, al metodo probabilistico USGS.

Personalmente, Io sono del Tuo stesso parere (soggettivismo de-finettiano ma che riflette una considerazione oggettivamente del tutto ragionevole), ossia che l'applicazione pratica della statistica deve essere coerente con le leggi fondamentali di tale scienza, altrimenti meglio procedere per stima intuitiva.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)