Di questo aspetto abbiamo già parlato e dobbiamo aggiungere che tutto va preso nel contesto
Anche tenuto conto del contesto, il giudice non avrebbe dovuto concepire una idea del genere. L'ha concepita, ancora una volta, col senno del poi. Anche in quel contesto, infatti, non è inutile consigliare di mettere in sicurezza gli edifici. Qual è il contesto? Un territorio altamente sismico, sciame o non sciame. In quel territorio, in qualsiasi situazione, l'unico consiglio che si possa dare è quello: ricordarne la pericolosità e sollecitare azioni di mitigazione del rischio. Gli esperti hanno fatto quel che era nelle loro competenze professionali e possibilità umane. Le parole del giudice sono quelle di uno che si aspetta una previsione, altrimenti che sta contestando? O l'una o l'altra: l'inutilità la sta sostenendo alla luce del terremoto imminente (per cui non c'era tempo)? No, risponde il giudice, perché mica si pretende la previsione, i terremoti sono imprevedibili. E allora la sta sostenendo in assoluto, non c'è altra spiegazione.
In definitiva la senteza promuove l'idea che si possano pretendere soluzioni dell'ultimo minuto - alla Giuliani - e che la sicurezza degli edifici sia impraticabile e inutile. Due piccioni con una fava. Insomma è gravissimo comunque la si metta!
O il giudice aveva il cervello scollegato per via di un'ignoranza abissale (la cara, atavicha saggezza popolare!) o è in malafede. O tutt'e due le cose.