La cassazione se ben ricordo può annullare l'appello solo se accerta la presenza di vizi procedurali, non entrando nel merito.

Oggettivamente, dopo tutte le dissezioni che abbiamo fatto su questo forum del processo, con tanto di avvocato del diavolo (me stesso) che alla fine è stato messo a tacere con obiezioni sensate, appare che i giudici abbiano seguito il buon senso e la ragionevolezza.

Dal verbale e dalla documentazione o dichiarazioni rilasciate dai membri della commissione non emerge alcun comportamento che possa avere distorto la percezione del rischio della cittadinanza in maniera anomala e tale da costringere ad azioni che vanno contro il senso comune.

A parte De Berardinis, che sollecitato dal giornalista ha rilasciato la famosa dichiarazione nel video che conosciamo. Che comunque ha ricevuto una pena molto più mite rispetto al primo grado.

Il reato di rassicurazione non esiste, qui si tratta di comunicazione del rischio, ossia avere influenzato o meno la percezione del rischio della popolazione in maniera tale da indurre a comportamenti risultanti nella morte di alcuni. Il nesso etiologico tra i decessi e il verbale della CGR non è stato riconosciuto dalla corte d'appello. D'altra parte la comunicazione del rischio non era compito della commissione, mi sembra e nessuno ha intrapreso azioni individuali in tal senso a parte De Berardinis, che per sua sfortuna ha ingoiato l'esca del giornalista.

Da una parte conforta il fatto che non abbia prevalso la strategia dei capri espiatori, dall'altra è triste constatare che non appare in Italia (all'estero non lo sappiamo) esistere una procedura oggettiva di giudizio da parte delle corti, ossia in processi importanti si sentono troppe sentenze ribaltate in appello. Quindi, troppi errori riconosciuti in giudizio in primo grado.

Sarà ovviamente interessante leggere le motivazioni e le obiezioni alla sentenza di primo grado.



"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)