Esistono sempre delle masse glaciali sulla terra. Esse hanno la caratteristica di variare in dimensioni e quindi in estensione.
Soprattutto nel Mesozoico ci sono fasi in cui si ha assenza di calotte anche ai poli.
Difficilmente, con un clima radicalmente diverso dall'attuale, all'epoca dell'orogenesi si potevano avere ghiacciai sparsi qua e là, se non riesce a sussistere nemmeno il ghiacciaione polare.
Sono più frequenti le variazioni parziali, quelle che avvengono intorno al livello di Riss o Wurm.
Nota di servizio: Riss e Wurm si usano nella letteratura geologica dei secoli scorsi, ma negli ultimi quarant'anni sono stati completamente cestinati, dato che fanno riferimento a un modello largamente superato dalle evidenze geologiche.
Dico che sono più frequenti perché mi riferisco alle variazioni del livello dei mari. Nell'ultimo milione di anni abbiamo avuto molte di queste variazioni. Gli estremi del livello sono stati toccati 7 o 8 volte in basso (-120) ed una decina verso l'alto (livello attuale).
Difficile una valutazione del genere. Il livello del mare è sempre relativo, e condizionato dal glacioeustatismo. In prima battuta, se scongelo le calotte, il livello del mare sale, ma, con un certo ritardo, dato che il continente si alleggerisce, e galleggia sempre sull'astenosfera, tende anche a sollevarsi, a galleggiare di più. Quindi c'è un sollevamento delle aree emerse, sfasato rispetto all'innalzamento del mare per fusione del ghiaccio. Quello che vediamo è l'innalzamento del mare complessivo, che è la somma algebrica dei due fenomeni.
(continuo dopo)