Originariamente inviato da: hornet
Si, mi rendo conto che le cose sono molto complicate.

vede, gli archi che ho rintracciato su mappe aeree li ho visti perché prima ho visto quelli degli attuali ghiacciai.

Poi ho iniziato a notare delle forme intorno a Genova simili fatte ad arco. Presentano diverse caratteristiche che le assimilano: la forma ad arco l'orientamento verso sud-ovest, le rotture nella parte centrale, il lato interno ancora liscio e fertile come se fosse ancora li il fango glaciale di cui erano cosparse (ora diventato terreno fertile)

Allora ho esteso le osservazioni ai colli presso Acqui.

Dappertutto ho avuto le stesse conferme. Gli archi li ho segnati sulle mappe.

Poi ho iniziato ad estendere il raggio, ho viaggiato in macchina dalla Spagna fino a Vienna diverse volte. Vado spesso a Parigi.
Attraversavo spesso i Balcani fino a Sofia e poi a Ruse. Preferisco le strade secondarie fatte in moto o in macchina per osservare meglio le forme.

Piano piano ho strutturato le mie osservazioni ed ho rintracciato questo sistema di archi.

Ma invece di dirmi quello che non può essere . . . non mi può semplicemente dire quello che invece si pensa che sia?

Se non si è generato come dico io, allora come mai è così? così regolare? così coerente? così ripetitivo in ogni continente?



secondo me stiamo parlando di cose di portata diversa. Lei definisce "formazione delle montagne" quello che in geologia si definisce "erosione e smantellamento dei rilevi".
Le "montagne" si formano per collisione continentale, subduzione di tipo A, raddoppiamento e raccorciamento crostale e piegamento delle serie sedimentarie presenti sui sovrascorrimenti. E tutto questo, banalizzato in poche righe, presumo che non intenda metterlo in discussione.
Quello che succede a serie sedimentarie piegate e sollevate isostaticamente è quello che vediamo anche in questi giorni: piogge prolungate, fiumi, erosione, frane e consumo di suolo a poco a poco, e talora man mano che procede e avanza il sollevamento (come nei bacini sinsedimentari cosiddetti epiliguri dell'appennino settentrionale, nei quali si sono deposti sedimenti derivati direttamente dal disfacimento della catena protoappenninica, questo è dimostrato dalle composizioni e dall'età dei sedimenti, ad esempio della formazione del Bismantova che dà il nome alla famosa "pietra" menzionata anche dal Sommo Poeta nella sua Divina Commedia), disgregano le rocce emerse per portarne via verso il mare i sedimenti e livellarle o come si dice nel gergo geomorfologico "peneplanarle" progressivamente.

Le piogge, le frane di scalzamento al piede dei versanti, allontanano e demoliscono i rilievi. In quota, le oscillazioni termiche giornaliere caldo-gelo disfano letteralmente i primi decimetri di roccia già di per se tettonicamente fratturata, preparando il campo alle successive frane e colate di detrito, Il vento può erodere trasportando piccole particelle di sabbia, le radici degli alberi e l'acqua progressivamente alterano chimicamente la struttura dei minerali di cui sono formate le rocce (ad esempio, i carbonati vengono solubilizzati formazione di acido carbonico a contatto con acqua, i feldspati del granito sono idrolitizzati e degradati a minerali argillosi)
Il tutto casualmente governato da zone in cui la roccia è più o meno fratturata e più o meno soggetta a più rapida distruzione.
Questi sono i fenomeni che hanno formato gli archi che denota, e non lingue di ghiaccio. Se ci fosse stato ghiaccio nei rilievi settanta milioni di anni fa in appennino non avremmo i duemila metri di spessore delle Marne rosate, marne di monte piano, marne di antognola che oggi ritroviamo in discordanza sulla coltre delle liguridi. Non ci sarebbe stato trasporto di sedimenti e formazione di argille, mentre nel record stratigrafico dei luoghi che ha osservato ci sono bacini sedimentari che hanno prodotto milioni di chilometri cubi di sedimenti, provenienti da rocce sorgenti che se fossero appunto state coperte da ghiaccio non avrebbero potuto cedere che poco materiale. Come si sono originate, e da dove provengono i sedimenti che le hanno formate, se non dalle liguridi stesse come dimostrano le composizioni degli strati di sabbie che si trovano sporadicamente al loro interno?
La stessa formazione marnoso arenacea, che costituisce l'avanfossa degli appennini nel miocene superiore, dimostra con la sua stessa esistenza che i fenomeni che stanno demolendo gli appennini oggi sono gli stessi che agivano allora: erosione, trasporto fluviale e deposizione sottomarina.


La forma ad arco che si forma in un rilievo è naturale, basta vedere come evolve un calanco. Non viene giù come un piano inclinato regolare, ma procede con un coronamento circolare per progressive colate erosive che si originano dall'asse.



Faccia pure comunque e se vuole la invito a scrivere una memoria e inviarla a qualche rivista di geomorfologia e geografia fisica, e proporla in stampa, testandola con rigore, oppure proporla a qualche istituto di ricerca. Diversamente è come se io mi mettessi a teorizzare una nuova teoria di unificazione delle forze fondamentali, basandomi sull'osservazione che faccio del cielo col mio telescopio amatoriale, e proporla in un forum di astrofisici. Non raccoglierei che critiche pesanti e battute sarcastiche.


This is The End, my only Friend, The End (J. Morrison)