ho finalmente visionato il suo sito internet e gli schemi con i famigerati "archi" che ha disegnato.
Mi secca dover fare la parte del solito pseudonegazionista, ma devo pur sempre farle notare che gli "archi" che ha tracciato sono in realtà delle spezzate, che lei traccia arrotondando e livellando il percorso, secondo lo schema che vuole rappresentare. In gergo scientifico fa cioè la pratica di "adattare le osservazioni al dato. Se volessi potrei tracciare degli archi orientati in senso perpendicolare, perchè se mi è lecito interpolare due segmenti a diverso orientamento, allora posso farlo anche arbitrariamente. E le linee che traccia sono nelle creste degli spartiacque, in pratica linee di displuvio. Quelle linee sono in perenne evoluzione e non è assolutamente detto che la spezzata che ha tracciato oggi seguisse lo stesso percorso di un milione di anni fa (che sta alla "vita" del pianeta come un pomeriggio sta alla vita di un uomo)

Come spiego la morfologia che c'è a Castelnuovo Monti rispetto a quella che c'è ad Aulla? Mi scusi ma se dobbiamo confrontarci cerchiamo di farlo allo stesso livello.... A castelnuovo Monti affiora la formazione delle arenarie di bismantova, calcarenitiche e poco cementate e fratturate e deboli all'rosione, oltre ad argille marine di varie coltri, queste ancora più modellabili, mentre ad aulla affiorano delle bancate di flysch calcareo-marnosi, con altre formazioni arenitiche compatte e persino ofioliti (la invito a scoprire cosa sono), tutte rocce della coltre liguridi, si tratta di ben altre litologie, a volte impiegate anche come pietre da costruzione per la loro resistenza meccanica, è logico che diano forme di paesaggio diverse.
Se la superficie della terra fosse a composizione uniforme e monotona allora si potrebbe pensare di equiparare le osservazioni che si fanno sullo stelvio o sulla raticosa con quelle che si fanno sul monferrato o sui colli di bologna, ma non è così. Ripeto non è così, e persino litologie diverse possono presentare diverse resistenze in funzioni della loro giacitura della strratificazione (franapoggio, lo dice anche il nome, viene giù tutto, reggipoggio, lo dice anche qui il nome, restano completamente diverse) o della storia tettonica che hanno subito (fratturate e fagliate come il flysc di monte cassio alla frana di Corniglio di parma = si disgregano a manetta, massicce come le granodioriti dell'adamello=non si spaccano nemmeno a picconate) ecc. ecc.
Non può pensare che la dolomia principale o il calcare massiccio della serie umbromarchigiana faccia degli archi come li fanno le argille del pliocene intrappenninico... sa che in aerofotogrammetria esiste il modo di determinare la risposta all'erosione di una porzione di territorio dal pattern del reticolo di drenaggio che vi si imposta?

Lei sa che cosa sono le argille e che cosa sono le arenarie? ma soprattutto, sa che differenze ci sono da un punto di vista "tangibile" ?
Comincio a dubitarne dalle domande che pone, per cui la invito a leggere attentamente il libro "geomorfologia" del Panizza (uno a caso, c'è anche il castiglioni), oppure ancora meglio questo libro forme del paesaggio così potrà valutare anche quello che molte altre persone hanno scritto in precedenza, alcune dedicando l'intera vita professionale, se non altro per non banalizzarlo o peggio ignorarlo ai fini delle risposte che cerca.
E dovrà anche studiarsi tettonica e geologia strutturale, almeno per comprendere perchè e come le rocce si trovano in posizioni disparate e deformate, cos'è una faglia e una frattura e come queste avvengono e dove. ecc. ecc.

Per il momento non credo proficuo -per quanto mi riguarda- continuare a investire del tempo in questa disussione. Saluti


This is The End, my only Friend, The End (J. Morrison)