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E pensare che secondo Picuti De Bernardinis (come logicamente la Stati) è stata la vittima di tale situazione imputabile principalmente agli scienziati che non gli hanno detto certe cose (pubblicazione scientifica di Boschi-Selvaggi) "ALLUCINANTI"... secondo il PM Boschi e Selvaggi dovevano portare alla riunione tutti gli studi che sapevano su l'Aquila (tipo quello di Rotondi Renata) e che invece tenevano chiusi nel cassetto... quando si dice capire il ruolo di una Istituzione come l'INGV eh? neanche l'uomo di strada ragiona così...che PM ragazzi!!... e il giudice Billi che alla richiesta di 4 anni soprattutto per gli scienziati ne aggiunge altri 2?
Al min 26:20
http://www.abruzzo24ore.tv/news/La-requi...arte/101705.htm


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Grannisi allora proviamo a fare un po' di ordine partiamo dalla convocazione:

Oggetto: Convocazione riunione presso Regione Abruzzo
Per valutazioni della Recente sequenza sismica nel territorio abruzzese.

Voglia codesta Presidenza e codesti esperti del settore Rischio sismico partecipare alla riunione convocata per il giorno 31 Marzo 2009 all’Aquila alle ore 18,30 presso la sede che verrà comunicata successivamente per un’attenta disamina degli aspetti scientifici e di protezione civile relativi alla sequenza sismica degli ultimi quattro mesi, verificatasi nei territori della Provincia de L’Aquila e culminata nella scossa di Magnitudo 4.0 del 30 marzo 2009 alle ore 15,38 locali.

Il Capo Dipartimento Guido Bertolaso.

La convocazione è inviata solo a 5 membri della Commissione GR, ed assume l’aspetto della convocazione dei soli esperti del settore rischio sismico e non di tutta la Commissione GR.
Quindi si può configurare come una riunione di esperti al fine ricognitivo e di disamina delle problematiche in atto.
Quindi a chi come Selvaggi, che non ha neanche firmato il verbale (dove veniva comunque riportato riunione CGR), che non compariva tra i convocati e che sapeva tale oggetto di convocazione, come possono essere attribuiti i compiti di una CGR che tra l'altro per legge neanche ha il numero legale?
Perchè lui non sarebbe dovuto andare su richiesta del suo capo a fornire quelle informazioni (dato tra l'altro che lui era il direttore del Centro Nazionale Terremoti dell'INGV) utili all'attenta disamina sugli aspetti scientifici della sequenza in atto da 4 mesi?
La riunione è chiaro (dopo l'intercettazione Bertolaso-Stati) che si configura come riunione di esperti del rischio sismico e di protezione civile che ha il chiaro intento di riportare sui binari corretti dell'informazione ciò che al momento stava accadendo, insomma è quello che Bertolaso dice alla Stati con operazione mediatica.
I motivi li conosciamo tutti e cioè: 1) Giuliani, 2) denunce alla digos per gli sciacalli che allarmavano per trovare le abitazioni vuote, 3)comunicato tranquillizzante demenziale della Regione Abruzzo e 4) le varie interviste riportare sui quotidiani locali di pseudo esperti che a volte allarmavano e a volte tranquillizzavano sull'evoluzione di un fenomeno imprevedibile (vedasi pubblicazione Amato-Galadini).
Selvaggi però non era al corrente di tale operazione (venuta fuori con l'intercettazione Bertolaso-Stati) altrimenti, probabilmente (dico probabilmente comunque perchè non era lo stesso suo compito per legge verificare ciò che poi è stato comunicato ai cittadini), sarebbe stato più attento nel considerare e verificare ciò che i media avessero riportato, attraverso la Protezione Civile, di quanto lui in quella riunione ha esposto.
Il luogo (irrituale per la CGR) della convocazione è importante proprio per i principi di intervento della Protezione Civile (vedasi metodo Augustus in comunicazione in stato di crisi) per far sentire alla popolazione la presenza vicina della Protezione Civile più volte richiamata da De Bernardinis nelle interviste (prima e dopo la riunione).
Con ogni probabilità se Bertolaso non avesse avuto tanta fretta per gli altri impegni che aveva o si sarebbe presentato lui stesso oppure avrebbe meglio spiegato ed organizzato cosa si doveva fare ai convocati... delegando invece al solo De Bernardinis (che sicuramente non è quello che ha la laurea ad honoris causa sulla comunicazione) e purtroppo anche alla Stati, non sapendo in quale contesto culturale li stava ficcando (tipo quello di dar adito alle numerose legende metropolitane dallo scarico di energia alla modifica delle magnitudo dell'INGV o alla radicata convinzione, dimostrata anche dalla relazione di Ciccozzi o dalle previsioni di Giuliani, che dal terremoto ci si difende fuggendo)...
Credo che comunque gli scienziati un po' se l'aspettavano un tenore della riunione basata non tanto sull'oggetto della convocazione ma sull'intenzione di strappare qualche ipotesi di previsione... e per questo hanno più volte ribadito quello che a loro (ma non solo... in tutto il mondo lo è) sembrava ovvio... e cioè che i terremoti non si possono prevedere....
Per quanto invece concerne le competenze in materia di prevenzione è inutile ribadire quello che la normativa assegna alle Regione e agli Enti Locali (poi Grannisi lo farò)... quello che colpisce è proprio il disinteresse mostrato da tali Enti per la zona aquilana in contrapposizione a tale processo. Se tali Enti avessero adempiuto almeno alla metà dei loro compiti istituzionali a limite (con tanto di materiale messo a disposizione in tale riunione) ai componenti di quella riunione poteva essere rimproverata una analisi inadeguata e frettolosa.... ma solo questo... non certo l'omicidio colposo....

Ultima modifica di Alex-64; 25/11/2014 17:26.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Un altro resoconto molto interessante e oggettivo è quello di David Wolman tadotto nel sito INGV, forse già citato in precedenza, ma che non avevo avuto occasione di leggere. È interessante per molti aspetti tra cui uno molto importante, i concetti di probabilità e comunicazione del rischio, spiegando anche come il PM sia riuscito a influenzare fortemente le decisioni del giudice mostrando la carta dell'INGV e l'articolo di Boschi, Gasparini e Mulargia. Oggettivamente, appare che la logica del giudice in questo aspetto sia stata corretta, tuttavia la semantica della probabilità di accadimento è stato il punto cruciale che ha portato alla condanna. Probabilità può volere dire tutto e niente e non esiste, neanche tra gli analisti del rischio, un consenso al proposito anche perché ogni scenario di rischio è caratterizzato da probabilità significative diverse. Consiglio la lettura a tutti.

Quote:
Questo è il punto dove gli scienziati e gli ingegneri della Commissione Grandi Rischi hanno commesso un errore, anche se non se ne sono resi conto. Non avevano la percezione di come le loro parole sarebbero state interpretate. Erano abituati a riunioni a porte chiuse ed inoltre il mandato della Commissione era informare il Dipartimento di Protezione Civile, non i cittadini. Ma una volta che i microfoni e le videocamere furono introdotte nel calderone, ogni cosa cambiò: diventarono comunicatori del rischio, e il fatto che ne fossero o meno consapevoli, o cosa abbiano pensato in merito, diventò irrilevante. (Sfortunatamente, dice Fischhoff, un risultato certo nelle scienze sociali è che “per quanto si riesca a comunicare bene, le persone tendono ad esagerare”). E comunque dovevano parlare. Qualcuno doveva farlo. Se non lo avessero fatto, non ci sarebbe stato un contro-messaggio alla falsa informazione che stava infettando la comunità, per merito di un personaggio che dava impulso al panico.


http://processoaquila.wordpress.com/2014/10/21/the-aftershocks/#more-1183


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Con la logica si possono fare cose incredibili, pure le giravolte, che rimangono logicissime ma pur sempre giravolte (inutili o pericolose).

"Erano abituati a riunioni a porte chiuse ed inoltre il mandato della Commissione era informare il Dipartimento di Protezione Civile, non i cittadini. Ma una volta che i microfoni e le videocamere furono introdotte nel calderone, ogni cosa cambiò: diventarono comunicatori del rischio"

I membri della CGR non hanno mai parlato alla presenza dei giornalisti, le porte erano chiuse e i giornalisti aspettavano all'esterno (secondo la testimonianza di Leone erano chiuse proprio per via della loro presenza: "Accompagnai l’Assessore Stati Daniela, in qualità di Dirigente tecnico, ma non ricordo chi fu a dirmi di entrare in sala riunione, che si svolse a porte chiuse per la presenza all’esterno di alcuni giornalisti.")
Quindi il giudice usa una logica si: una logica perversa, fatta di mille forzature. Come ho detto diverse volte, il dato essenziale, fondamentale, l'unico che interessa per valutare la comunicazione degli esperti, è che il Sindaco e Leone, cui questa comunicazione (consulenza) era rivolta (insieme alla Stati e ai rappresentanti della PC nazionale), avevano capito benissimo il discorso delle probabilità, che non escludevano affatto una scossa forte. La Stati testimonia in contrasto con loro, ed era stato disposto un confronto per questo, ma non fu mai fatto, e come ciliegina sulla torta, guarda caso la sua testimonianza ha invece avuto più peso delle altre due, chissà perché e secondo quale "logica"...
Ricordiamo che il Sindaco è autorità di Protezione Civile, a lui spettano la comunicazione e l'azione (ce lo ricorda pure Gabrielli).

Questo è un gustoso commento alla requisitoria del PM Picuti (il blog è un collettivo, la gran parte degli autori sono giuristi):

Parte 1 - http://urbiloquio.com/kkblog/recensioni/2012/11/il_pm_dellaquila_la_scienza_e.php

Parte 2 - http://urbiloquio.com/kkblog/recensioni/2012/11/il_pm_dellaquila_la_scienza_e_1.php

Parte 3 - http://urbiloquio.com/kkblog/recensioni/2012/11/il_pm_dellaquila_la_scienza_e_2.php

Ultima modifica di DanielaP; 06/12/2014 13:57.
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Con la logica si possono fare cose incredibili, pure le giravolte, che rimangono logicissime ma pur sempre giravolte (inutili o pericolose).


Certamente, il giudice usa una logica personale, perversa ma pur sempre logica, altrimenti sarebbe giudicato folle e rimosso dall'incarico.

Come anche commentato dai giuristi nei links indicati, alla fine il processo si basava su un presunto nesso causale tra il verbale della CGR e i decessi causati dalla distorsione nella percezione del rischio conseguente al contenuto di tale verbale.
Le considerazioni rigorosamente sismiche e basate sulla analisi del rischio quindi erano poco rilevanti, mentre quelle inerenti alla comunicazione del rischio erano fondamentali.

Rimane il fatto che gli esperti della CGR non erano comunicatori né si sono assunti di fatto tale ruolo, tranne eventualmente Di Berardinis. Pretendere di imporre d'ufficio a loro tale ruolo è un concetto giuridico che non ha basi, come fanno capire i giuristi.
Per fortuna la Corte di appello ribadisce questo fatto, altrimenti, per qualsiasi evento nella vita, il giudice potrebbe legittimamente d'ufficio nominarci esperti, comunicatori, esecutori o quant'altro e condannarci per non avere fatto qualcosa che non era nostro compito.

Io ho un altro paio di osservazioni:

1) Nel sito dell'INGV si scrive che l'articolo di Boschi et al. del 1995 era sbagliato. Tuttavia uno degli autori, Mulargia, nel convegno di Ancona nel 2010 (da me personalmente frequentato) ha fatto riferimento all'articolo, implicando che era stato ben previsto il terremoto e quindi implicitamente rifiutando la tesi di un errore nell'assegnazione della probabilità dell'evento. In poche parole: le asserzioni dell'INGV dovrebbe essere seguite da un dibattito scientifico e non essere liquidate in quel sito
2) Il giudice è stato influenzato a proposito anche dall'articolo di Grandori e Guagenti, che era scritto piuttosto bene ed era molto critico verso il contenuto del verbale della CGR.

In sintesi, il giudizio non verteva su eventuali leggerezze, imprecisioni, negligenze, contraddizioni ecc. nelo contenuto del verbale, ma su un preciso presunto nesso causale tra comunicazioni degli esperti (mai fatte eccetto da DB e Barberi) e i decessi.

Molto probabilmente la sentenza di appello si è basata su questo.

DB ha pubblicamente enunciato frasi 'rassicuranti' ossia che hanno potenzialmente distorto in alcuni casi la percezione del rischio, poi smentite dall'evento: condannato
Barberi ha rilasciato una dichiarazione pubblica che non rassicurava: prosciolto
Gli altri non hanno rilasciato alcuna dichiarazione pubblica né poteva il verbale avere influenzato le dichiarazioni di DB, fatte la precedente settimana: prosciolti

La posizione di DB è tuttora aperta a dibattito, mi sembra. come ha fatto la Corte di appello a confermare il nesso causale, certo e non presunto o potenziale, tra le dichiarazioni di DB e i decessi?

Non tutti i cittadini sono rimasti rassicurati da dette dichiarazioni, infatti molti hanno abbandonato le abitazioni. È possibile discernere la soggettività in questo aspetto? Forse sì dato che ognuno percepisce a modo suo. Forse no dato che a posteriori è facile dichiarare di essere stati negativamente influenzati per poi giustificare sé stessi e scaricarsi i sensi di colpa.








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Certamente, il giudice usa una logica personale, perversa ma pur sempre logica, altrimenti sarebbe giudicato folle e rimosso dall'incarico.

Questo è attualmente impossibile, ma, se ci fosse una legge che prevede la responsabilità personale dei giudici, sarebbe uno di quei casi in cui indagare non follie patologiche, di cui non abbiamo colpa, ma la probabile "violazione manifesta del Diritto"; la logica-quale-che-sia-purché-ci-sia non è affatto una giustificazione, al contrario, altrimenti si potrebbe giustificare tutto, pure Hitler aveva la sua logica (perversa). Un giudice non può fare forzature per creare logiche discutibili e sentenze come meccanismi giuridici che solo apparentemente funzionano, perché così non è più giustizia basata sul Diritto, ma arbitrio "personale", appunto, e nella sentenza di primo grado di arbitri, forzature e distorsioni del Diritto se ne possono trovare tanti. Compreso il "cherry picking" scientifico: un giudice che si fa "influenzare" da letture episodiche?! Senza nemmeno aver nominato un consulente tecnico terzo (che poi, anche in tal caso, non è sufficiente pendere dalle labbra del consulente, e ce ne sarebbero da dire... Se ti va e hai tempo, leggi questo saggio di un intelligente costituzionalista sul rapporto scienza-giustizia: La ricerca scientifica e il diritto alla salute , sempre attuale - purtroppo)?

Quote:
il giudizio non verteva su eventuali leggerezze, imprecisioni, negligenze, contraddizioni ecc. nelo contenuto del verbale

Come no?... Pagine e pagine di motivazioni pretendendo di dimostrarle, e di dimostrare nientemeno l'identità di contenuto tra esse (ovvero tra le valutazioni scientifiche degli esperti riportate in verbale) e le sciocchezze dette da De Bernardinis! Vedi cherry picking di cui sopra. Ma davvero stiamo qui ancora a cercar logiche e candide ingenuità in quella sentenza?

Allo studio di Boschi et al. del '95 accenna anche Boschi qui:
Note a margine di due processi… alla scienza
Quella di Mulargia rimane comunque una verifica a posteriori che non mette in discussione l'inutilizzabilità di quello studio prima, ai fini della previsione a breve termine. Per il resto, Mulargia e il gruppo INGV e Boschi possono pure essere in disaccordo e ciò potrebbe essere materia di discussione, o forse no, non saprei: per quel che ho capito io, sul sito INGV si dice che l'"errore" (approssimazione?) era previsto dagli autori. E' un po' difficile dedurre l'opinione di Mulargia a riguardo, se non viene affrontato direttamente questo punto.

Quote:
Non tutti i cittadini sono rimasti rassicurati da dette dichiarazioni, infatti molti hanno abbandonato le abitazioni. È possibile discernere la soggettività in questo aspetto? Forse sì dato che ognuno percepisce a modo suo. Forse no dato che a posteriori è facile dichiarare di essere stati negativamente influenzati per poi giustificare sé stessi e scaricarsi i sensi di colpa.

Sulla contraddittorietà (che ovviamente risponde a una strategia "economica" della nostra mente) dei percorsi psicologici, secondo me è molto significativa - direi illuminante - questa testimonianza:
http://quattrocentoquattro.com/2014/11/1...oto/#more-13252
Consapevolezza, contemporanea rimozione della consapevolezza, reinterpretazione dei fatti col classico senno del poi... C'è tutto. Anche l'ignoranza in materia che porta a una cattiva lettura degli elementi di giudizio (la politica "faceva poco": volantini, esercitazioni sono giudicati "poco"; non si comprende l'impossibilità, l'impotenza, di far altro per eventi imprevedibili come i terremoti).
Molto significativo mi pare questo episodio:

"Venerdì 3 aprile, compito in classe di latino. Dopo una ventina di minuti dalla distribuzione dei fogli, alcuni di noi avvertirono una scossa. «È il terremoto, professorè!». Per alcuni secondi nessuno disse niente. Poi le porte delle altre classi si aprirono: gli insegnanti si scambiarono delle rapide occhiate in corridoio. «Che facciamo?» – domandammo, a metà tra il solito spavento e la speranza di annullare la verifica. La professoressa ci bloccò: era solo una scossa, non era successo niente. Alcuni accennarono una protesta. «Ma insomma, la smettete? – ribatté lei – E se foste vissuti in Giappone, dove scosse come queste sono all’ordine del giorno, mi dite come avreste fatto?». Il compito di latino andò avanti.

La nostra professoressa non era un’irresponsabile. Tutt’altro. Quella mattina nessun insegnante ritenne opportuno far uscire la propria classe, il preside non ci pensò neppure ad evacuare l’edifico."

Dunque le persone "non irresponsabili" lo sapevano che le "scosse premonitrici" non esistono... Quale differenza tra questa scossa e quella della notte del 5-6 aprile? Quale differenza tra questa esortazione a rimanere in classe (anzi, in questo caso è un ordine - non esortazione o presunta induzione psicologica - a rimanere nell'edificio, da parte di chi ha la responsabilità dell'incolumità degli studenti) e quella di De Bernardinis? Davvero è giusto condannare De Bernardinis?

"Non era solo la politica, tuttavia, a reagire piuttosto passivamente a quello che accadeva. A ripensarci oggi, mi sembra che tutte le nostre abitudini, in quei mesi, fossero rimaste praticamente immutate. Certo, si potrebbe dire, e forse non sarebbe del tutto sbagliato, che evitare di modificare la propria routine quotidiana, non rinunciare in nulla a ciò cui più si è affezionati, risulta un espediente per impedire alla paura di crescere, per cercare di scongiurare un rischio che, pur non volendo, sentivamo tremendamente concreto."

Ecco la chiave di lettura dei fatti... E' tutto qui.
Io lascerei perdere di fare processi, stabilire nessi causali e infliggere condanne fondate su prove con la consistenza del fumo. E sull'illusione che il rischio si fosse concretizzato in quei mesi per via di uno sciame.

Ultima modifica di DanielaP; 07/12/2014 14:33.
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Un giudice non può fare forzature per creare logiche discutibili e sentenze come meccanismi giuridici che solo apparentemente funzionano, perché così non è più giustizia basata sul Diritto, ma arbitrio "personale", appunto, e nella sentenza di primo grado di arbitri, forzature e distorsioni del Diritto se ne possono trovare tanti. Compreso il "cherry picking" scientifico: un giudice che si fa "influenzare" da letture episodiche?! Senza nemmeno aver nominato un consulente tecnico terzo (che poi, anche in tal caso, non è sufficiente pendere dalle labbra del consulente, e ce ne sarebbero da dire...)

Ecco, qui, nella seconda parte dell'articolo, dove parla dello standard Daubert, è spiegato meglio cosa intendo:
http://www.wired.it/scienza/medicina/2014/12/09/stamina-corte/

Un giudice deve basarsi innanzitutto sulla logica che informa il Diritto, non liberamente su una "sua", e, dove si affrontino materie scientifiche, deve attenersi a delle regole (descritte per sommi capi sopra).

Ultima modifica di DanielaP; 10/12/2014 23:35.
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Direi che le parole del giudice Blackmun meritano di essere citate:

Quote:
In questa decisione, ormai famosa anche per la grande quantità di commenti che ha suscitato negli Stati Uniti, come pure in Italia, il giudice Harry Blackmun, che scrisse la motivazione di maggioranza, enunciò alcuni criteri di valutazione che dovrebbero guidare il giudice nell’ammettere o escludere prove scientifiche. Si tratta: a) della controllabilità e falsificabilità della teoria che sta alla base della prova scientifica; b) della percentuale di errore relativa alla tecnica impiegata; c) del controllo sulla teoria o tecnica in questione da parte di altri esperti; d) del consenso della comunità scientifica di riferimento. Inoltre, Blackmun sottolineava la necessità che la prova scientifica potesse essere ammessa soltanto quando direttamente rilevante per accertare fatti specifici della controversia”.


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E già il problema era proprio che la comunità scientifica di riferimento era posta sotto processo... cioè i tre sismologi della CGR di cui due dell'INGV che è l'Istituto di riferimento in campo sismologico...

Ultima modifica di Alex-64; 11/12/2014 13:11.

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...E aggiungerei che il resto della comunità scientifica di riferimento si è anche, per la stragrande maggioranza, pronunciata riguardo ai concetti dibattuti nel processo... Ma mica è stato un processo alla scienza, eh...

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