Forse è una visione un po' troppo pessimistica, tuttavia devo dire che anch'io ebbi molte di queste impressione quand'ero studente a Napoli, 20 anni fa. Non tutti gli studenti di geologia sono così, ma una buona parte sì: molti scelgono per l'appunto geologia perché "c'è poca matematica, fisica e chimica", perché la vedono come una materia semplice e puramente descrittiva. Parecchi, almeno ai miei tempi, erano studenti che dopo uno-due anni di ingegneria o altre facoltà scientifiche ripiegavano su geologia, essendo rimasti bloccati con gli esami. La colpa per me non è dei soli studenti, ma anche e soprattutto dei docenti, che, in parte si limitano a fare programmi obsoleti, sempre gli stessi da 30 anni, senza alcun collegamento con le richieste del mondo lavorativo, in parte lasciano deliberatamente che le cose vadano così, addirittura semplificando i corsi sempre più e regalando esami a chiunque, per la semplice paura che le immatricolazioni calino ulteriormente. Beh, il risultato è che la geologia in Italia sta scadendo sempre più, sia come insegnamento, sia come professione, sia come ricerca. Io a suo tempo, ero considerato uno dei migliori della facoltà, ma in realtà ero semplicemente uno che studiava seriamente come chiunque dovrebbe, non certo un genio. Mi sono laureato con 110 e lode, poi ho fatto un dottorato, poi due master, eppure alla tenera età di 44 anni mi sto rendendo conto di non essere affatto competitivo, nè in Italia né all'estero, e questo grazie sia alla mediocre preparazione fornita dall'università italiana, sia alla quasi totale mancanza di disponibilità, da parte di colleghi e studi già avviati, di far fare esperienza ai neolaureati. In sintesi consiglio vivamente a Ben Nevis di cambiare a Fisica, con indirizzo geologico, o magari a Ingegneria ambientale. O sei proprio vuoi continuare con la geologia fatti un MSc o un PhD all'estero, lì le cose cambiano completamente.