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600 o 700 € sono oggettivamente poche, difatti ho scelto da anni di non fare relazioni geologiche per progetti di abitazioni private e cercando di fare un minimo di selezione dei clienti.
Però, quando nella mia zona (vivo in Campania) un'impresa edile solida ti paga un intero progetto di ricomposizione ambientale di una cava (peraltro abusiva, difatti il progetto è stato prescritto dal Genio Civile a seguito di un procedimento ammnistrativo ed ad uno penale per attività non autorizzata ed abusiva di cava), cioè uno studio effettuato da un ingegnere, un geologo, un architetto ed un agronomo, un totale di 5000 € (e io sono stato pagato 1500 € al netto di contributi e IVA), non è più una questione di geologi salumieri o fornai, ma di locale mercato del lavoro.
A questo punto, per favore, non siamo ipocriti: se questi sono i prezzi siamo così solidali e forti come categoria da "scioperare", non accettando incarichi a prezzi miserabili? E in questo caso chi stabilisce cosa sia definibile miserabile e cosa dignitoso?
Aggiungo anche che dal 1999 al 2008 ho colto l'opportunità dii lavorare in campo ambientale, in un contesto più ricco (in quegli anni...) e più evoluto sia tecnicamente, che come gestione di progetti e da un punto di vista commerciale, quindi non sono abituato a svendermi, ma purtroppo ogni giorno devo "resettare" la soglia, pur non scendendo mi sotto i 500 €.
Credo che eseguire un lavoro dignitoso sia riassumibile nel detto delle mie parti che dice "meno spendi (oggi), più spendi (domani)": il cliente deve aspettarsi una proporzionalità tra qualità e prezzo della prestazione professionale: se per un determinato lavoro chiedo al mio cliente x e lui vuole pagare di meno, gli posso levare un 10%; se non gli basta gli levo elaborati e contenuti; oltre gli dico di andare da un altro.
Quanti di noi lo fanno?

Buon Natale

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Caro Alfredo permettimi di dire che non condivido il tuo pensiero. Se per contrattazione intendi "dare meno" a mio parere ti comporti come un salumiere, nel senso che se un cliente che viene e ti dice: ho due euri che si può fare?, tu gli rispondi il prosciutto crudo no, ma la spalla cotta sì; morale: tutto si può fare, non importa come.
Tempo addietro uno pseudo-cliente mi chiese di fare relazione ed indagini per una villetta di 100 m2, a pochi km da casa mia, a 400 euri, paventando il momento di crisi; gli risposi in primo luogo di rivolgersi altrove, ma al suo insistere gli feci notare che in periodo di crisi chi può fa, chi non può aspetta tempi migliori e non approfitta del prossimo (credimi, testuali parole che fecero diventare verde lo pseudo-cliente). Questa secondo me è ribellione, non il farsi pagare quanto il cliente decide di darti solamente per fornirgli titolo della relazione e dati catastali; così facendo la reputazione e la professionalità vanno a farsi benedire e chi opera in scienza e coscienza ne subisce le conseguenze.
Il mio è senza dubbio un parere del tutto personale, ma se devo investire tempo, denaro e salute per aggiornarmi (già, perché un geologo medio secondo il "grande fratello" non si aggiorna mai se non costretto; anche questo è frutto del consueto modus operandi di molti di noi), permettimi, devo farmi pagare in proporzione alle mie capacità e competenze nell'affrontare problemi e nel fornire soluzioni, andando a dormire se possibile sereno. Tutti sono bravi a tingere carte, poi bisogna vedere come lo si fa.

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Tingere carte......da quanto non lo faccio....
Esiste anchq una gradualità dell'intervento, ovvero il preliminare, definitivo, esecutivo.
Per alcuni progetti almeno due step sono abituali. Il guaio è come si titolano le relazioni; infatti se metti relazione geologica (anche se aggiungi preliminare) questà andrà bene per tutte le stagioni e magari anche pre progetti limitrofi.
Su una lottizzazione (ma credo di averlo già raccontato) all'interno di un ex cava di pietrisco a sua volta impiantata su un movimento gravitativo profodno (pensate il casino) una mia relazione per il lotto XY è stata utilizzata (e accettata serenamente dal tecnico comunale pur cosciente che era sempre la stessa relazione) per almeno 5 o 8 lotti limitrofi (ma come facile immaginare in geoambienti alquanto diversificati).
Come al solito c'è il problema del controllo. Ma a questo controllo possiamo contribuire noi stessi, infatti il medesimo tecnico comunale, non (credo) farà mai più lo stesso scherzetto..
Pier-Andrea


"laudato si mi signore
per sora nostra acqua
tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi

Vorlicek Pier - Andrea
Phd in applied geology
Post doc in hydrogeology
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prima di dire la mia faccio la premessa che in questo post non mi pare di vedere da nessuna parte un bel "listino prezzi" smile ... SI! perchè per definire "salumiere" un geologo, per prima cosa occorrerebbe mettere un listino prezzi dei "salumi" da vendere.
siccome questo non è stato fatto, diventa piuttosto difficile poter "svendere" qualcosa che non ha un valore oggettivo, ma solo soggettivo.
nel leggere il suo post, egr. Marco Costa, mi sembra di cogliere una grande dignità, probabilmente derivante da una copertura economica adeguata o dalla possibilità di lavorare in un ambiente nel quale vige una bassa concorrenza ... ma dire che <<Se per contrattazione intendi "dare meno" a mio parere ti comporti come un salumiere>> mi pare davvero esagerato ... nel senso che dalle mie parti "contrattare" è il minore dei mali smile in quanto ognuno di noi ha un prezzo minimo, sotto al quale non accetterà il lavoro, ed un margine di guadagno, quello entro il quale c'è sempre un "range" di contrattazione, dovuto al fatto che operando in un mercato concorrenziale ove non c'è un "listino prezzi" dettato dallo stato, ci sarà sempre un collega che valuta il proprio lavoro X ed un altro che lo valuta Y.
d'altronde, si chiama "mercato del lavoro" e quindi si comporta proprio come un mercato, quindi definire "salumiere" un geologo, non mi pare nemmeno tanto sbagliato smile invece trovo sbagliato scendere al di sotto di un certo prezzo per una relazione geologica ... ma per fare questo occorrerebbe il famoso "listino prezzi" che non abbiamo.
concludo che anche il discorso <<se un cliente che viene e ti dice: ho due euri che si può fare?, tu gli rispondi il prosciutto crudo no, ma la spalla cotta sì; morale: tutto si può fare, non importa come.>> mi trova parzialmente in disaccordo: se il cliente vuole una relazione geologica con certe specifiche, il mio prezzo è X ... se lui ha solo Y quelle specifiche non si possono ottenere e, se si ha un minimo di esperienza, si sa che l'ente competente richiederà delle integrazioni perchè la relazione è carente di quelle specifiche smile ma qui si torna al fatto che molti enti pubblici non controllano come dovrebbero (tanto alla fine la responsabilità è del tecnico geologo che ha firmato la relazione, anche se carente) e quindi il cliente, ignaro di questo, procederà a dare l'incarico a chi gli fa il lavoro (anche carente) al minor prezzo (legge di mercato).
aggiungo che noi geologi non siamo mai stati molto uniti nel decidere: né quali debbano essere le specifiche minime per una relazione geologica (se hai il penetrometro vorrai fare molte penetrometrie, se hai la sonda vorrai mettere dei sondaggi, se hai il laboratorio considererai sicuramente delle analisi di campioni, mentre se non hai nulla di tutto questo, vorrai che le ditte siano certificate per evitare che chi ha gli strumenti non possa fare le relazioni), né quali debbano essere i costi per le varie specifiche presenti nella relazione (quanto deve costare una penetrometria? quanto un sondaggio? quanto le ore dei sopralluoghi? quanto la redazione di una carta tematica? e questi prezzi saranno quelli minimi o ci mettiamo un range di prezzi?), né ci prestiamo a fare gruppo quando le cose sembrano andare male (ci lamentiamo sempre dei costi troppo elevati dell'iscrizione all'ordine, sia nazionale che regionale, e del fatto che non fanno mai nulla di buono per noi, senza però fare nulla per migliorare la situazione).


Chi fa da se, fa per tre!
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Mi ripeto. Nulla vieta a nessuno di fare i prezzi che vuole, è però "vietato" fare porcate. Se hai un penetrometro non puoi per forza basare l'indagine su prove penetrometriche anche dove non è possibile oppure usare il dinamico senza rivestimento senza avere la più pallida idea della stratigrafia locale (ma questi sono solo alcuni esempi).

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Una parte del problema sta nel fatto che gli Ordini regionali sono stati più realisti del re, nell'applicare e nel comunicare il comportamento da tenere sulle tariffe professionali.
Se al di la di un contenzioso, in definitiva, negativo per noi, portato avanti dal CNG contro Antitrust basato sulla deontologia professionale ed il decoro della professione, poco si è fatto, o non mi è noto (che per me è lo stesso) da parte degli Ordini regionali.
Mi spiego, per le altre professioni tecniche (ing. arch. geom. ecc) il tariffario è uscito dalla porta (Legge Bersani 2006) e in pratica rientrato dalla finestra (tariffario sulle Opere Pubbliche e obbligo del preventivo anche per i clienti privati dal 2012) per cui si invitano gli iscritti a praticare queste vie (che contengono istruzione sulla congruità del prezzo) nel formare i prezzi dei servizi offerti. Da notare che valgono anche per noi... Non mi è chiaro tuttavia se i vari Ordini regionali siano andati in ordine sparso o abbiano tenuto una linea comune, forse chi mi leggerà potrà dare il suo contributo a chiarire il problema.
Il risultato è che non avendo più prezzi di riferimento ed essendo il tariffario ormai sparito da più di un lustro (con in più una generazione di geologi che si è formata senza conoscere il vecchio tariffario e che non ha idea in genere dei prezzi altrui e dei costi degli edifici in genere), siamo precipitati nel lavoro sottocosto con grave danno anche per il committente e non ne vedo uscita, perchè nessuno pare aver intenzione di agire.


"Prosunt omnia quae obstant"
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Altra cosa non cosnosciuta dai giovani geologi sono i costi occulti della professione (a parte la tassazione che ci soffoca...)
Dall'assicurazione al medico del lavoro, dal corso antiincendio al Rsl (e non è la microzonazione sismica.....).
Insomma è tutto complicato e costrtoso e quando si prende in mano carta e penna (o foglio excell) per fare il conto del salumiere (appunto) su costi e ricavi, molti costi sono difficili da definire e fare una fattura di 500 € per una relazione sembra di aver guadagnato un gruzzoletto...
Quando mi dicono che qualcono fà molto meno di me affronto il cliente su due fronti (uno in cui perdo immediatamente aìncora prima di pronucniarlo,...)
a) la qualità del lavoro
b) operare secondo le leggi vigenti in materie di lavoro, sicurezza, fiscalità etc....
Indovinate quale punto è tiotalmente ininfluente....
Pier-Andrea
p.s. anche qui un minimo di informazione (anche come APC) gli ordini regionali la dovrebbero dare!!!!!

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Bene PierAndrea mi confermi che anche nel Veneto l'Ordine non fa formazione continua APC su questi argomenti, ovvero prestazioni professionali, compensi e connessi.
Qualche altro collega vuole esporre la situazione nella sua Regione?

Mccoy se siamo daccordo vorresti spostare questo trhead nel forum geologi e professione?

Ancora, vi risulta che la la norma DL 140/2012 sia decaduta?

A presto.


"Prosunt omnia quae obstant"
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Salvo E & O confermo
Pier-Andrea

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Condivido lo sfogo.... io è da 14 anni che combatto contro i "salumieri" (e continuo a pardere) !

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