Caro Alfredo permettimi di dire che non condivido il tuo pensiero. Se per contrattazione intendi "dare meno" a mio parere ti comporti come un salumiere, nel senso che se un cliente che viene e ti dice: ho due euri che si può fare?, tu gli rispondi il prosciutto crudo no, ma la spalla cotta sì; morale: tutto si può fare, non importa come.
Tempo addietro uno pseudo-cliente mi chiese di fare relazione ed indagini per una villetta di 100 m2, a pochi km da casa mia, a 400 euri, paventando il momento di crisi; gli risposi in primo luogo di rivolgersi altrove, ma al suo insistere gli feci notare che in periodo di crisi chi può fa, chi non può aspetta tempi migliori e non approfitta del prossimo (credimi, testuali parole che fecero diventare verde lo pseudo-cliente). Questa secondo me è ribellione, non il farsi pagare quanto il cliente decide di darti solamente per fornirgli titolo della relazione e dati catastali; così facendo la reputazione e la professionalità vanno a farsi benedire e chi opera in scienza e coscienza ne subisce le conseguenze.
Il mio è senza dubbio un parere del tutto personale, ma se devo investire tempo, denaro e salute per aggiornarmi (già, perché un geologo medio secondo il "grande fratello" non si aggiorna mai se non costretto; anche questo è frutto del consueto modus operandi di molti di noi), permettimi, devo farmi pagare in proporzione alle mie capacità e competenze nell'affrontare problemi e nel fornire soluzioni, andando a dormire se possibile sereno. Tutti sono bravi a tingere carte, poi bisogna vedere come lo si fa.