Una parte del problema sta nel fatto che gli Ordini regionali sono stati più realisti del re, nell'applicare e nel comunicare il comportamento da tenere sulle tariffe professionali.
Se al di la di un contenzioso, in definitiva, negativo per noi, portato avanti dal CNG contro Antitrust basato sulla deontologia professionale ed il decoro della professione, poco si è fatto, o non mi è noto (che per me è lo stesso) da parte degli Ordini regionali.
Mi spiego, per le altre professioni tecniche (ing. arch. geom. ecc) il tariffario è uscito dalla porta (Legge Bersani 2006) e in pratica rientrato dalla finestra (tariffario sulle Opere Pubbliche e obbligo del preventivo anche per i clienti privati dal 2012) per cui si invitano gli iscritti a praticare queste vie (che contengono istruzione sulla congruità del prezzo) nel formare i prezzi dei servizi offerti. Da notare che valgono anche per noi... Non mi è chiaro tuttavia se i vari Ordini regionali siano andati in ordine sparso o abbiano tenuto una linea comune, forse chi mi leggerà potrà dare il suo contributo a chiarire il problema.
Il risultato è che non avendo più prezzi di riferimento ed essendo il tariffario ormai sparito da più di un lustro (con in più una generazione di geologi che si è formata senza conoscere il vecchio tariffario e che non ha idea in genere dei prezzi altrui e dei costi degli edifici in genere), siamo precipitati nel lavoro sottocosto con grave danno anche per il committente e non ne vedo uscita, perchè nessuno pare aver intenzione di agire.


"Prosunt omnia quae obstant"
http://trossero.blogspot.it/