Questo argomento rimane uno dei più indeterminati nel campo della RSL. Chi ha letto il libro o seguito i corsi che ho fatto sa che la norma ASCE-SEI 7/10 fornisce delle indicazioni pratiche, come pure le linee guida US-NRC.
Le fonti sopra citate si basano su quello che i giapponesi chiamano ESBL: Engineering Seismic Base Layer.
I giapponesi hanno seguito un approccio molto pragmatistico e sono gli autori che maggiormente insistono sui contrasti di impedenza quali fonte principale dell'amplificazione sismica (concetto che mi ricordo è sempre stato sottolineato dalla scuola italiana di Silvia Castellaro e Marco Mucciarelli).

In sintesi, la logica della normativa giapponese è quella , a noi nota, che se il bedrock sismico molto rigido è molto profondo, la sua individuazione e modellazione può creare problemi invece di risolverli. Per cui, la ricerca del bedrock viene correlata al periodo proprio della struttura, con il noto concetto che è inutile andare a ricercare un bedrock molto profondo quando la struttura non è sensibile ai lunghi periodi.

La normativa giapponese ha persino definito la Vs dell'ESBL in base alla tipologia di progetto (continua nel prossimo post).


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)