Scusa mc, temo di aver snaturato la tua discussione iniziale andando OT, ma proseguo perché ritengo importante il problema.

Ora come si diceva in precedenza

Originariamente inviato da: mccoy
la cosa migliore sarebbe mantenere ben distinte le due aree:
1)pianificazione territoriale- accelerogrammi con regole regionali
2) progettazione strutturale- accelerogrammi con regole NTC


Il problema credo che sia legato al tentativo di collegare (e quindi di non mantenere ben distinte) la pianificazione alla progettazione derivando conclusioni da imporre in fase di progettazione partendo però da elementi e/o procedure differenti (esempio accelerogrammi non adeguati alla progettazione, oppure, si veda il caso dell’Emilia Romagna, con l’esclusione della verifica a liquefazione da AGI2005 che trova solo parziale corrispondenza nelle NTC).

Ora rifacendomi al caso del Lazio quando è necessario eseguire il Livello 3?
Semplificando:
Zone instabili emerse dal livello 1
Zone in cui non si possono applicare gli abachi del Livello 2 oppure quando dagli abachi del Livello 2 emerge un fattore di amplificazione maggiore di un certo valore soglia
Per opere cu IV e solo in alcuni casi per opere cu III

Da qui la mia domanda, perché si è sentita la necessità di passare per la RSL-Livello 3 senza imporre sempre e comunque la sola RSL-NTC?

Inoltre il confronto RSL-Livello3 con lo spettro semplificato NTC (DGR Lazio 545/10) sarebbe poco credibile sia perché eseguito a partire da PGA differenti sia perché condotto per un solo Tr (che ha senso per il Livello3 ma non ne ha per le NTC)

Insomma il Livello 3 sembra quasi un doppione ibrido senza alcuna utilità pratica.................anzi contribuisce solo a confondere le idee.


La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia,
ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)