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mi fa piacere potermi confrontare su questo tema con qualcuno, anche se credo che stiamo andando un po' OT e me ne scuso.
Concludo con questo ultimo intervento.
Io avrei escluso il fattore "confusione" del 3 livello "OPPURE" RSL per le strutture 3-4 in fase di pianificazione. L'obbligo del terzo livello doveva essere solo per i casi che hai elencato prima (tranne l'ultimo).
Ad esempio, se ho una variante di piano e so che verranno realizzate strutture 3 o 4 credo che sarebbe stato più lineare mantenere l'obbligo di 2 livello in fase di pianificazione e poi in fase di progetto seguire il regolamento, con la realizzazione degli studi di RSL per le strutture per le quali c'è l'obbligo.
Le norme così come sono lasciano spiragli ad interpretazioni, cosa che non dovrebbe accadere nel momento in cui si cerca di fissare delle linee guida che i professionisti devono seguire.

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Concordo, forse eliminerei completamente il livello 3 per tutti i casi che seguono in fase di progettazione le NTC. Il livello 2 a mio giudizio (stante la natura degli input del livello 3) sarebbe più che sufficiente a definire in fase di programmazione la necessità o meno di eseguire studi di RSL-NTC (anche per strutture cu II e naturalmente salvaguardando il regolamento regionale per le opere cu III e IV).

Il livello 3 lo escluderei anche perché discriminante in funzione semplicemente del punto in cui ricade la zona in esame e di seguito cerco di spiegarmi.


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Originariamente inviato da: AD70

DGR 545/10
Lo spettro di risposta elastico calcolato dovrà essere standardizzato riportandolo nella forma usata da NTC08, ovvero delimitando i tratti ad accelerazione, velocità e spostamento costante. Il confronto sarà eseguito in termini di valori spettrali e si riterrà accettabile lo spettro proposto da NTC08 qualora lo spettro calcolato presenti differenze inferiori al 10% in corrispondenza del periodo proprio della struttura di progetto.


Da un rapido confronto mi sembra di notare che già nell’input del Livello 3 sono insite differenze maggiori del 10% rispetto allo spettro NTC della categoria di sottosuolo A.

In allegato il confronto, a parità di tempo di ritorno, tra input Livello 3 e NTC-SLV-Categoria di sottosuolo A.
Zona Valco San Paolo
Nel tratto ad accelerazione constante dello spettro NTC per alcuni periodi l’input medio Livello 3 risulta maggiore del 10%

Zona Ostia Lido
Quasi tutto lo spettro di input medio del livello 3 supera di oltre il 10% lo spettro NTC (raggiungendo per ampi tratti valori superiori al 30%)


Ora se si parte sfalsati è molto probabile che si arrivi sfalsati. In questo caso la differenza tra approccio semplificato e livello 3 sarebbe legato al differente punto di partenza. Allora a che pro eseguire il livello 3…….basterebbe confrontare, a parità di tempo di ritorno, lo spettro d’input livello 3 e lo spettro categoria A NTC senza la necessità di ricostruire il modello sismostratigrafico (e quindi di spendere soldi per ricostruire tale modello). Ad un eventuale cliente saremmo in grado di fargli risparmiare soldi inutili dicendogli preventivamente, per alcune zone, la necessità di eseguire in fase di progettazione la RSL.

Quali sono queste zone?
Molto probabilmente è facile riconoscerle. Si deve innanzitutto dire che gli input del Livello 3 della Regione Lazio sono riferiti ad una unità territoriale definita come unità amministrativa sismica UAS (coincidente quasi sempre con i comuni ovvero i municipi di Roma) e che molto probabilmente tali input sono ancorati alla massima PGA che insiste sulla UAS. Da qui si evince che i settori delle UAS caratterizzate da PGA minori sono soggette ad avere input del livello 3 che già in partenza eccedono quelli di normativa. Tali zone, semplicemente per motivi procedurali e non tecnici, non passerebbero il vaglio del Livello 3!

Immagini allegate
Confronto input RSL_NTC.pdf (48.59 KB, 14 download)

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Alessandro, non sono sicuro di avere afferrato tutto.

La DGR dice di normalizzare lo spettro da RSL e paragonarlo allo spettro NTC. Implicitamente si intende spettro NTC della categoria di suolo pertinente.

Poi mi sono perso, o perlomeno, non ho chiaro il metodo che proponi per accertare lo 'sforamento' senza fare RSL.


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Originariamente inviato da: mccoy
La DGR dice di normalizzare lo spettro da RSL e paragonarlo allo spettro NTC. Implicitamente si intende spettro NTC della categoria di suolo pertinente.

Si il confronto è sulle categorie di sottosuolo pertinenti.

Originariamente inviato da: mccoy
Poi mi sono perso,..........

Anch'io crazy

Ci riprovo!

Volevo far notare come gli spettri medi di input del livello 3 siano, in alcuni casi, troppo elevati rispetto a quelli di categoria A. L’input in questo caso potrebbe essere già in partenza sovradimensionato rispetto a quello di normativa determinando in output uno sforamento (rispetto agli spettri dell’approccio semplificato) in gran parte determinato dall’input. E’ come se lo spettro di input non fosse compatibile con quello di norma.

L’input del livello 3 mi sembra che sia agganciato alla massima PGA di ogni territorio comunale (in realtà di ogni UAS). Se questo fosse vero avremmo input del livello 3 troppo elevati nelle zone a minor PGA. Questo favorirebbe sforamenti dell’output a prescindere dalle caratteristiche sismostratigrafiche del sito.

Faccio un esempio
Prendiamo il territorio di un comune (in realtà UAS) con sviluppo radiale rispetto all’area sismogenetica dei Colli Albani (e ce ne sono).
Quest’area presenta PGA decrescenti man mano che ci si allontana dai Colli Albani.
L’input del livello 3 però rimane sempre lo stesso e risulta ancorato alla massima PGA riscontrabile nel territorio comunale.
Immaginiamo di dover fare un livello 3 per due zone: una posta vicino all’area sismogenetica e l’atra lontana. E’ molto probabile (forse sicuro) che quest’ultima sfori in output gli spettri di normativa semplicemente per un input eccessivo e non spettrocompatibile.
(Paradossalmente qualora si avesse una categoria di sottosuolo A per il sito di Ostia Lido proposto nel post precedente questo sarebbe da sottoporre a RSL-NTC mentre un sito, sempre della stessa UAS e sempre di categoria A, ma collocato più in prossimità dell’area sismogenetica dei Colli Albani, non sforerebbe lo spettro di norma e non dovrebbe essere sottoposto a RSL-NTC)


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Allego confronto tra lo spettro di input medio Livello 3 valido per tutto il territorio della UAS Municipio Roma XIII e lo spettro categoria A di tre aree via via più distanti dalla zona sismogenetica dei Colli Albani (Castel di Decima-Infernetto-Ostia Lido ).


Lo spettro di input livello 3:
- presenta una PGA prossima a quella dello spettro Categoria A del sito Castel di Decima (sito più vicino all’area sismogenetica)
- si presenta sottostimato ai bassi periodi dello spettro di Categoria A del sito di Castel di Decima
- si presenta sovrastimato rispetto allo spettro di Categoria A del sito di Ostia Lido (sito più lontano dall’area sismogenetica)
- ai bassi periodi approssima bene lo spettro di Categoria A del sito dell’Infernetto, a meno della PGA (zona intermedia)

A questo punto lo spettro d’input del Livello 3 non sembra compatibile agli spettri di tutti i siti.
In particolare si presenta sottostimato ai bassi periodi per le zone prossime alle aree sismogenetiche, in questo caso nel confronto in output Livello 3-NTC sarebbe più improbabile uno sforamento. Al contrario, per le zone più distanti dove lo spettro di input è sovrastimato per quasi tutti i periodi sarebbe più facile lo sforamento in output.
Le zone intermedie (ma solo queste) godrebbero di una buona spettrocompatibilità dell’input ed il Livello 3 potrebbe essere assunto come paragone con l’approccio semplificato NTC.

Il tutto considerando che lo sforamento ammissibile è solo del 10%.

Immagini allegate
Confronto UAS Mun XIII.pdf (180.8 KB, 8 download)

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Sì, adesso è chiaro, le differenze di cui parlavi si notano all'interno di una stessa UAS.

Comunque, dovendo nel progetto necessariamente adottare uno spettro SLV (o SLC) ed uno SLD, e dato che la delibera regionale non presenta spettri SLD, credo nessuno obietti se eseguiamo tutta l'analisi trascurando gli spettri regionali.

Non avrebbe infatti molto senso calcolare lo spettro di risposta SLV con il moto di input regionale e quello SLD con il moto di input NTC.

Non dimentichiamo poi che spesso Tr diverso da 475 anni, per cui I moti di input regionali sarebbero del tutto inapplicabili.

Riassumendo: dovremmo sforzarci di tenere sempre ben distinte pianificazione territorial e progettazione, anche se nella delibera regionale si tendon a confondere le due.

E come professionisti credo possiamo confermare che tenere distinti I due aspetti rientra nelle previsioni della normative nazionale. competente in material di edilizia antisismica, a differenza di quella regionale.

Apaprentemente siamo in presenza di vizi di contenuto (impugnabili) di alcune normative regionali.

Quando la normative regionale parla di 'progetto', dovrebbe fare riferimento a quella nazionale.


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Mi scuso ma ora polemizzo

Originariamente inviato da: mccoy
Apaprentemente siamo in presenza di vizi di contenuto (impugnabili) di alcune normative regionali.

Quando la normative regionale parla di 'progetto', dovrebbe fare riferimento a quella nazionale.


Si, il problema è insito nella procedura regionale che impone il rapporto tra banane (spettro livello 3) e mele (spettro approccio semplificato NTC)

- Accertata l’inutilità degli accelerogrammi regionali per la RSL-NTC.

- Assicurati alcuni forti dubbi sull'utilizzo degli accelerogrammi regionali anche in ambito del Livello 3 (così come proposto dalla Regione Lazio).

Mi chiedo:
quanto è costato definire gli accelerogrammi regionali?
quante volte sono stati utilizzati (probabilmente in modo sbagliato)?
qual è il rapporto costo accelerogrammi/numero di utilizzi?
ecc….


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Mi sembra che gli accelerogrammi "toscani" siano conformi alle NTC08.
http://www.rete.toscana.it/sett/pta/sismica/01informazione/banchedati/input_sismici/index.htm

Qualche collega ha avuto modo di verificare?


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