Originariamente inviato da: anticlinale
Originariamente inviato da: mtwelve
Ciao
un pozzo destinato a consumo umano non necessariamente è un pozzo a servizio dell'acquedotto perciò si può sicuramente fare anche un pozzo ad uso potabile (domestico o in concessione) per ditte o privati.
A me, tuttavia, il gestore dell'acquedotto ha obbligato ad allacciarmi alla rete e non mi ha permesso di realizzare il pozzo ad uso potabile che avevo progettato per un privato a circa 150 m da quello a servizio dell'acquedotto. Ai sensi di legge, e proprio dell'articolo 94 del D.lgs 152/06 che tu citavi, non avrebbero potuto farlo...ma con il proprietario abbiamo deciso di non far ricorso e quindi è finita lì.
Dai un colpo di telefono in Provincia per sicurezza, però secondo me non ci sono grandi dubbi sulla possibilità di farlo anche se è per un privato.
Saluti

P.S. penso lo saprai già, ma l'articolo 6 del DPR 236/1988 è stato abrogato.



Rispondo a questo post perchè mi occupavo di acque potabili prima di entrare nel nuovo lavoro.
In Regione Emilia-Romagna Per "Consumo umano" si intende l'acqua destinata ad essere erogata attraverso un pubblico acquedotto dal Gestore del Servizio Idrico Integrato ex legge Galli (oggi terza sezione della Parte Terza D.Lvo 152/06) . Per "uso domestico" si intende un'altra cosa, e cioè quello che scaturisce in ambito di privato cittadino dall'irrigazione degli orti/giardini al lavaggio del piazzale di casa piuttosto che per la piscina dei bimbi eccetera, ed è un uso completamente distinto da quello definito "consumo umano" e pertanto l'ufficio regionale (le concessioni sono rilasciate da Regione e non da Provincia) in caso di istanza di concessione per pozzo da perforarsi in area di rispetto di pozzo acquedottistico, se l'uso non è appunto "consumo umano" rigetta l'istanza.
A mio parere anche il caso citato è stop impugnabile stop , fatta salva l'esistenza di diverso regime autorizzativo stabilito dalla Regione....


Scusa Anticlinale dato che mi occupo di tale materia intervengo con la consapevolezza che si tratta di un argomento complesso dal punto di vista normativo ed amministrativo. Comunque credo sia strano che in Emilia Romagna vengano rilasciate concessioni per acqua destinata al consumo umano ai soli ex servizi idrici integrati o comunque consorzi di acquedotto. Se una azienda agricola ad esempio ha bisogno di acqua per il lavaggio degli ortaggi e non è servita da acquedotto non può utilizzare acqua da pozzo?
Il servizo SIAN delle ULSS regionali in applicazione del Dlgs n. 31/2001 eseguono i controlli come ad esempio è riportato da tale sito:
http://www.ulssvicenza.it/nodo.php/2708
e questo come previsto dal Dlgs 31/2001 anche per acque destinate al consumo umano provenienti da pozzi privati che siano ad uso commerciale e quindi che necessitano di concessione o che siano ad uso domestico (art. 2 comma 1 lett. a) punto 1).
Per quanto riguarda invece il caso in cui la Provincia abbia rilasciato la determina di autorizzazione alla ricerca acqua (che sia per consumo umano o altro) nella zona di ripetto (200 mt in assenza di individuazione da parte della Regione, attraverso il Piano di Tutela delle Acque, delle aree di rispetto ristretta e allargata), in effetti è strano... anche se l'autorizzazione alla ricerca d'acqua non è la concessione alla derivazione di questa... cioè chi ha avuto l'autorizzazione non può (in assenza di concessione o autorizzazione) prelevarla.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti