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Anticlinale interessante e credo anche logico.... rimane il dubbio allora sull'uso domestico... tra l'altro capisco anche il senso di limitare o escludere l'uso privato anche per una questione di sicurezza legata al bacino di alimentazione... il regolamento abruzzese in questo come in altri molteplici aspetti invece non è chiaro e il consumo umano non è riferito ai soli gestori S.I.I.. Scusa un altra cosa non mi è chiara è che non ho capito cosa intendi per acquedotto consortile privato.. questi l'acqua la possono rivendere a terzi o no? o è solo un consorzio di utenze tra privati per il loro uso e fabbisogno? o si tratta di enti di diritto privato in controllo pubblico? hai un esempio locale? In Toscana ad esempio è consentito l'uso domestico potabile e se diversi privati utilizzano un pozzo ad uso potabile allora si tratta di acquedotto privato che necessita di concessione. Ciao Ale. si chiamano acquedotti consortili ma sono in realtà gruppi di utenti (ad esempio piccole borgate) che gestiscono privatamente la sorgente e la distribuzione dell'acqua alle case, pagando di tasca propria eventuali impianti di disinfezione/potabilizzazione e riparazioni/posa di condotte di distribuzione. Ma esistono anche soggetti grossisti che vendono l'acqua al gestore del servizio idrico, anche se per motivi economici (e politici) sono sgraditi alla lobby dell'acqua potabile e in certi casi sono fagocitati dalla gestione (esempio l'acquedotto del dragone in provincia di modena che è stato svenduto dai comuni soci)
This is The End, my only Friend, The End (J. Morrison)
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