In Toscana ogni Provincia ha una sua definizione di uso domestico che, in generale, può essere di due tipologie: o per innaffiamento e simili (irrigazione orti, giardini ecc.) o per consumo umano (quindi acqua per preparare da mangiare o acqua da bere). Nel primo caso nei 200 m dal pozzo a servizio dell'acquedotto non si può fare un pozzo ad uso domestico, nel secondo caso sì.
Quando l'uso delle acque non è per privati, nella Provincia di Arezzo si fa riferimento alla definizione di consumo umano del SIRA della Regione Toscana, considerato equivalente all'uso potabile di cui al T.U. 1775/1933. Su questa base, i pozzi le cui acque sono destinate a consumo umano sono quelli di acquedotti pubblici, acquedotti privati (a servizio di più nuclei familiari), attività ricettive non servite da acquedotto in cui è prevista la preparazione di pasti e bevande (come alberghi, mense, campeggi, agriturismi, agricampeggi, ristoranti, bar, …); laboratori alimentari artigiani (e assimilati).