Il punto è che il "geologhetto da casetta" dovrebbe essere messo in grado non dico di identificare, ma almeno di sospettare un possibile rischio e quindi chiedere che vengano fatte indagini più approfondite da parte di team specializzati.
Molti dei nostri dissesti si sviluppano lungo versanti storicamente in dissesto, e i segni di ciò sono ben visibili dal terreno. Anche da foto aerea, spesso, però il segnale, meramente morfologico, è più confuso, moltissime cose "sembrano" frane, e si rischia così di bloccare tutte le aree montane. Diciamo che per interpretare bene le foto aeree, è meglio avere gia maturato una buona esperienza dei corrispondenti oggetti visti sul terreno.
E quindi si torna a quel contatto con la roccia che ormai, in nome dell'informatica e delle grandi modeliizzazioni, stiamo perdendo.
Il fatto è che i grandi studi legati al mondo universitario si scontrano spesso con la volontà di costruire delle amministrazioni locali, forti delle documentazioni offerte dai "geologhetti", i quali, spesso non per colpa loro, finiscono per stare al gioco di chi ha interessi sul territorio.
Se la frana "non si vede", allora non c'è, e il tecnico già trova un ostacolo ad avanzare ipotesi diverse e più pessimistiche. O ha in mano competenza sufficiente per impuntarsi, affermando che "lì ci sono tutti i segni per un probabile dissesto, quindi è meglio interpellare l'università", oppure rischia di passare sopra gli indizi, credendo alla vox populi che lì vuole si costruisca.
Insomma, il rischio è grosso, e la formazione di base spesso viene lasciata lacunosa.
L'università stessa, d'altra parte, è istigata a cannibalizzare dati, visto che se avesse in mano una vera analisi completa di una situazione a rischio, si scontrerebbe comunque con il sistema, per farsi ascoltare.
Quindi, a che pro?
Rispetto ai tempi del Vajont, non è cambiato molto. Lì i segni si vedevano bene, ma nessuno ha voluto prenderli sul serio.
Un po' meglio la Val POla: nei giorni precedenti si volava sopra le creste, osservando le fratture che si allargavano in corrispondenza di quello che sarebbe stato il coronamento della nicchia di distacco; però poi, far passare il messaggio che "stava accadendo qualcosa" fu dura, ricordo i racconti allora di chi era intervenuto in prima persona... insomma, una "situazione a rischio" può essere individuata già quando è solo tale, senza aspettare che divenga "disastro imminente": più ci si avvicina a questo estremo, più diventa difficile essere creduti, e coinvolgere le istituzioni.
Ma per individuare qualcosa, occorre prima essere formati a ciò.