Originariamente inviato da: mccoy
Ossia, se avessimo dovuto redigere un relazione geologica prima delle frane in quei luoghi, potevamo affermare che erano a rischio di dissesto?


E' questo il mio dubbio quando mi capita di lavorare in corrispondenza di un versante

Personalmente credo che per lavori normali spesso sia difficile stimare oggettivamente (quindi senza sovrastimare o sottostimare) la pericolosità da frana di un sito in cui interveniamo. Questa difficoltà però potrebbe essere legata al tentativo di individuare il singolo dissesto incidente sul sito in esame e quindi ai numerosi problemi cui si va incontro: scala del dissesto, convergenze morfologiche, copertura vegetale, quantità ed estensione dei dati geotecnici necessari ad eseguire una verifica ad hoc, emotività del tecnico ecc..

Personalmente ho sempre pensato che l’approccio migliore al problema dovesse passare attraverso studi (condotti dalle autorità competenti) sulla propensione al dissesto dei versanti. Le perimetrazioni dei PAI (anche se raramente sono aggiornate) rappresentano un valido aiuto per tutti noi, ma dovevano rappresentare un punto di partenza per poter pervenire alla definizione, su grande scala, della propensione al dissesto dei versanti. Successivamente si sarebbero potute redigere norme sulla gestione ed utilizzo del territorio in relazione a tale propensione. Alcuni tentativi in questa direzione mi pare che furono perseguiti da alcune autorità di bacino!


La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia,
ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)