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OP
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Circa i dissesti in Abruzzo, mi sto chiedendo: quante erano le zone di cui era noto il rischio a priori? Le frane erano prevedibili? Il livello di rischio in quelle zone era già alto o in alcuni casi era considerato basso o assente? Quelle che ho visto, compresa la presente, non erano indicate in nessuna carta (nella geomorfologica del PAI non c'è e il foglio CARG ancora non c'è), le querce strappate sono secolari... passando un paio di anni fa (per una frana che più a monte aveva interrotto la strada) notai dalla morfologia una area già soggetta a frane nel passato.. rigonfiamenti e leggere contropendenze... in compenso nelle aree adiacenti indicate dal PAI non ci sono problemi... almeno per ora... il concetto è questo è che il lavoro del geologo, a prescindere dalla bravura e dalla passione, è molto legato alla conoscenza locale... mancando ormai il presidio del territorio non ci sono neanche quei segnali che possono essere colti in anticipo per prevenire determinati fenomeni. Una volta il presidio c'era ma non c'era la figura del geologo, adesso il geologo c'è ma manca il presidio territoriale e per presidio intendo quello costante, non quello che si costituisce nell'emergenza, quello legato a responsabilità che non può essere sopperito da volontari (seppur geologi).
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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