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mccoy #135821 14/10/2014 14:11
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bene!!!!


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
mccoy #137779 03/04/2015 12:04
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Buongiorno a tutti,
sono nuovo del forum, primo intervento, speriamo di non iniziare male.

Mccoy, qualsiasi progettista, che usi anche un software gratuito, può modellare infiniti valori di winkler se avesse voglia.

Il K di winkler è dimensionalmente F/L^3 e può essere trasformato in una molla da posizionare a intervalli predefiniti al di sotto della propria platea/trave di fondazione.
Non conosco CDS o simili, ma se ci fosse la voglia di inserire n molle sotto il proprio modello (con l'accortezza di gestire bene i vincoli) gli strutturisti potrebbero essere più aderenti alla "realtà".

Poi, che non ci sia la schermata per farlo in maniera automatica è un altro paio di maniche.

Oltretutto questo gli permetterebbe di implementare, anche su terreno omogeneo, Kw differenti secondo Bowles/Steinbrenner/equazioni di Fox etc...o qualcosa di più ragionato

Ciao a tutti
Mauro

EDIT: Osti vedo ora che la discussione era ferma da un anno...

Ultima modifica di Mauro Sogni; 03/04/2015 12:06.
Mauro Sogni #137785 04/04/2015 07:47
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Mauro, benvenuto nel forum. Sì il thread è fermo da 6 mesi ma non fa niente, a volte vengono resuscitati threads ben più vecchi.

Da come parli, sembra che usi o conosci un programma strutturale con il quale puoi inserire le molle di Winkler al di sotto di una fondazione, con rigidità e posizioni diverse.

Che io sappia, programmi come il ProSAP o il seismicad lo permettono. Programmi come CDS o ACCA Edilus no. Questo mi dicono i progettisti ai quali ho chiesto.

Può essere che ci sia qualche laboriosa opzione che loro non conoscono...



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mccoy #137789 05/04/2015 23:01
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La prassi da fare è la stessa che inserire un pilastro, visto che in definitiva inserisci tanti pilastrini (molle) sotto le tue fondazioni.
Poi aggiusti la lunghezza del pilastro per correlare la rigidezza della molla a quella della tua costante di sottofondo.
(credo che perfino Edilus possa farlo)
E' solo una questione di sbattersi un secondo.
Giusto per conoscenza, io uso un FEM psudo General Purpose e quindi faccio un po' quello che serve.

Discutere delle metodologie di modellazione di SSI è fondamentale per un corretto submodeling del problema che si sta analizzando.
Ho letto quasi tutto il Thread e mi trovo sia d'accordo con chi non ama le semplificazioni del modello Winkler sia con chi, nella pratica professionale, usa solo questa (fondazioni, pali etc...).
Non capisco perchè molti geotecnici ripudino questo mezzo semplificato per la modellazione di fondazioni di strutture, certo è un metodo approssimato, ma credo che sia la soluzione migliore al momento.

Secondo me il grosso problema è che le discussioni sul Kw si trasformano in una discussione sulla formulazione da usare. Ipotizzando una realtà professionale in cui Geologo/Geotecnico/Strutturista collaborino non ci sono storie che tengano:
1) Il geologo dimentica qualsiasi formulazione in merito a Kw e pianifica, di concerto col geotecnico, un'indagine geognostica per fornire una parametrizzazione del terreno/roccia quanto più utile al geotecnico
2) Il geotecnico insieme allo strutturista valuta i range di azioni a cui le fondazioni sono soggette e, dopo aver dato un occhio al software strutturale usato dal progettista, si prende il suo bel FEM ed estrapola (non chiamiamola molla) una legge forza spostamento per la singola fondazione o per le aree di una platea.
3) Il progettista, a seconda del software che possiede, prende la legge sforzo deformazioni non lineare o linearizzata nel campo di tensioni che gli interessano e chiude il proprio calcolo.

Tutti contenti, tutti hanno dato il massimo e soprattutto hanno definito un modus operandi interdisciplinare e serio...poi volendo si può anche modellare un viadotto di 10 campate in c.a.p con fondazioni su pali in argilla satura in MIDAS GTS, DIANA, SOFISTIK, iniziare adesso e aspettare che finisca l'EXPO :-)

Ah, per esperienza personale, il commitente (pubblico, con specialisti al seguito) magari neanche capirà cosa è stato fatto.

Ok, riprendendo il post del Dott. Geol. Antonio Scaglioni datato 01.04.2010 - BUONA PASQUA

Mauro Sogni #137817 09/04/2015 05:50
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Originariamente inviato da: Mauro Sogni
La prassi da fare è la stessa che inserire un pilastro, visto che in definitiva inserisci tanti pilastrini (molle) sotto le tue fondazioni.
Poi aggiusti la lunghezza del pilastro per correlare la rigidezza della molla a quella della tua costante di sottofondo.
(credo che perfino Edilus possa farlo)
E' solo una questione di sbattersi un secondo.
Giusto per conoscenza, io uso un FEM psudo General Purpose e quindi faccio un po' quello che serve.

da usare. Ipotizzando una realtà professionale in cui Geologo/Geotecnico/Strutturista collaborino non ci sono storie che tengano:
1) Il geologo dimentica qualsiasi formulazione in merito a Kw e pianifica, di concerto col geotecnico, un'indagine geognostica per fornire una parametrizzazione del terreno/roccia quanto più utile al geotecnico
2) Il geotecnico insieme allo strutturista valuta i range di azioni a cui le fondazioni sono soggette e, dopo aver dato un occhio al software strutturale usato dal progettista, si prende il suo bel FEM ed estrapola (non chiamiamola molla) una legge forza spostamento per la singola fondazione o per le aree di una platea.
3) Il progettista, a seconda del software che possiede, prende la legge sforzo deformazioni non lineare o linearizzata nel campo di tensioni che gli interessano e chiude il proprio calcolo.
Tutti contenti, tutti hanno dato il massimo e soprattutto hanno definito un modus operandi interdisciplinare e serio...poi volendo si può anche modellare un viadotto di 10 campate in c.a.p con fondazioni su pali in argilla satura in MIDAS GTS, DIANA, SOFISTIK, iniziare adesso e aspettare che finisca l'EXPO :-)


Mauro, sono procedure interessanti, anche quella dei pilastrini. Certo la maggior parte degli strutturisti non sarà tanto propensa a fare una verifica extra riguardante il terreno, ma nel caso di piano di posa disomogeneo e software non idoneo la procedura che descrivi mi sembra l'unica soluzione. Se il progettista riesce a superare la pigrizia.

La seconda procedura , quella più completa , è limitata dal software strutturale utilizzato dallo strutturista (e generalmente dall'assenza della figura dell'ingegnere geotecnico).
Ad esempio, anche programmi piuttosto sofisticati non accettano leggi non lineari di deformazione, fermandosi a legami elasto-plastici.
Il MIDAS è tutt'altro mondo, ma finora non conosco progettisti che lo usino.


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mccoy #139636 30/12/2015 17:31
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Purtroppo sono a richiederVi ulteriori chiarimenti sulla K di Winkler. Rileggendo quanto fino ora espresso Bowles propone Kw in funzione di Es, B ed u^2, questa ultima variabile descritta come Modulo Edometrico. Se ricavo però Eed (Modulo edometrico) da Me (Modulo o Coeff. di Compress.) tramite una Pr. di Carico su Piastra non mi tornano ne i conti ne le misure. Considerando però che viene proposto un Bowles semplificato dove (1-u^2) scompare viene da pensare che u sia invece pari ad Mv(Coeff. di Compress. di Volume)=1/Eed; anche in questo caso però non tornano le misure.
Allora considero u=v (Coeff. di Poisson) come da Mejerhof&Blaike e la indeterminatezza del poisson mi turba.
Domanda : non sarebbe il caso, visto che sono gli stessi Ing. che si occupano di strutture a richiederlo (v.Ing. F. S. Onofrio) a dargli il K come da Loro consigliato (k= Qult/DH come dice sempre Bowles)???

321 #139640 01/01/2016 09:35
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Originariamente inviato da: 321
Purtroppo sono a richiederVi ulteriori chiarimenti sulla K di Winkler. Rileggendo quanto fino ora espresso Bowles propone Kw in funzione di Es, B ed u^2, questa ultima variabile descritta come Modulo Edometrico. Se ricavo però Eed (Modulo edometrico) da Me (Modulo o Coeff. di Compress.) tramite una Pr. di Carico su Piastra non mi tornano ne i conti ne le misure. Considerando però che viene proposto un Bowles semplificato dove (1-u^2) scompare viene da pensare che u sia invece pari ad Mv(Coeff. di Compress. di Volume)=1/Eed; anche in questo caso però non tornano le misure.
Allora considero u=v (Coeff. di Poisson) come da Mejerhof&Blaike e la indeterminatezza del poisson mi turba.
Domanda : non sarebbe il caso, visto che sono gli stessi Ing. che si occupano di strutture a richiederlo (v.Ing. F. S. Onofrio) a dargli il K come da Loro consigliato (k= Qult/DH come dice sempre Bowles)???


321, il mu in questo caso è sempre il modulo di Poisson.
L'indeterminatezza non dovrebbe tanto turbare, muo = 0.1 o 0.15 in granulari puri, 0.45 in coesivi, mentre mu dinamicamente o staticamente degradato può aumentare.

K=Qult su DH non è proprio corretta come definizione, almeno con il solito significato di Qult=Q collasso, mentre dovremmo utilizzare Q esercizio, non corretta però con tutti i fattori definiti dall'EC7, ossia ci serve Q esercizio effettiva, che identifica il livello deformativo per il quale è valido il K in questione (la relazione sforzi-deformazioni nella realtà è non lineare).

Per ultimo, il modulo edometrico= quasi a quello elastico nei granulari, nei coesivi però le cose cambiano ed abbiamo una biforcazione (K può essere inteso a breve e a lungo termine rispettivamente). Su quest'ultimo punto, molti professionisti non sono d'accordo (sull'utilizzo del modulo di winkler a lungo termine).


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