Originariamente inviato da: Mauro Sogni
La prassi da fare è la stessa che inserire un pilastro, visto che in definitiva inserisci tanti pilastrini (molle) sotto le tue fondazioni.
Poi aggiusti la lunghezza del pilastro per correlare la rigidezza della molla a quella della tua costante di sottofondo.
(credo che perfino Edilus possa farlo)
E' solo una questione di sbattersi un secondo.
Giusto per conoscenza, io uso un FEM psudo General Purpose e quindi faccio un po' quello che serve.

da usare. Ipotizzando una realtà professionale in cui Geologo/Geotecnico/Strutturista collaborino non ci sono storie che tengano:
1) Il geologo dimentica qualsiasi formulazione in merito a Kw e pianifica, di concerto col geotecnico, un'indagine geognostica per fornire una parametrizzazione del terreno/roccia quanto più utile al geotecnico
2) Il geotecnico insieme allo strutturista valuta i range di azioni a cui le fondazioni sono soggette e, dopo aver dato un occhio al software strutturale usato dal progettista, si prende il suo bel FEM ed estrapola (non chiamiamola molla) una legge forza spostamento per la singola fondazione o per le aree di una platea.
3) Il progettista, a seconda del software che possiede, prende la legge sforzo deformazioni non lineare o linearizzata nel campo di tensioni che gli interessano e chiude il proprio calcolo.
Tutti contenti, tutti hanno dato il massimo e soprattutto hanno definito un modus operandi interdisciplinare e serio...poi volendo si può anche modellare un viadotto di 10 campate in c.a.p con fondazioni su pali in argilla satura in MIDAS GTS, DIANA, SOFISTIK, iniziare adesso e aspettare che finisca l'EXPO :-)


Mauro, sono procedure interessanti, anche quella dei pilastrini. Certo la maggior parte degli strutturisti non sarà tanto propensa a fare una verifica extra riguardante il terreno, ma nel caso di piano di posa disomogeneo e software non idoneo la procedura che descrivi mi sembra l'unica soluzione. Se il progettista riesce a superare la pigrizia.

La seconda procedura , quella più completa , è limitata dal software strutturale utilizzato dallo strutturista (e generalmente dall'assenza della figura dell'ingegnere geotecnico).
Ad esempio, anche programmi piuttosto sofisticati non accettano leggi non lineari di deformazione, fermandosi a legami elasto-plastici.
Il MIDAS è tutt'altro mondo, ma finora non conosco progettisti che lo usino.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)