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Effettivamente se il dilatometro fosse stato inventato dai francesi lo userebbero anche per il caffè come del resto fanno con il pressiometro. Solo da noi la maggior parte degli accademici snobba o ancora peggio ignora la sola tra le prove in situ di uso corrente che risenta della storia tensionale dei suoli che attraversa ed i cui valori servono quindi come riferimento per la determinazione del grado di sovraconsolidazione, della coesione non drenata e del modulo confinato delle argille limose. Quello che ad esempio tu citi come svantaggio (modulo confinato spesso troppo elevato) in realtà non è tale perché sono semmai le altre prove in situ od anche le analisi di laboratorio su campioni indisturbati a fornire valori troppo bassi per tale parametro. Fortunatamente sembra che il vento stia cambiando anche in Italia perché ci sono colleghi/imprese che ne offrono l'impiego spesso in combinazione con le CPTu, a costi assolutamente abbordabili.
Gianni Togliani
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