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Quanto vorrei sapere qual'è l'opinione di molti partecipanti al forum sullo "stato della nostra professione", come dice il collega Menghini, indipendentemente da prove penetrometriche e studi geotecnici. Perchè, se per la maggioranza di noi la geologia applicata si riduce a questo, allora è febbre alta, e l'Italia continuerà a franare su case e paesi.

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Vorresti dirmi che siccome in Italia c'è la pianura padana, tutta la geologia applicata dovrebbe essere conformata per trovare una collocazione professionale al geologo che vive lì, fregandosene di altri Sarno Ischia e via dicendo?
caro anci vedi che a valle di Sarno, e per un'areale notevolmente ampio, è ubicata la cosidddetta Piana Campana dove ci stanno una miriade di comuni.......sapessi quanti geologi ci lavorano (me compreso).....che facciamo, li mandiamo a spasso ? o consigli di trasferirli da te ? riguardo a Sarno poi, scusami se mi permetto, ma sei al corrente di come si sta procedendo da quelle parti relativamente alla questione tutela del territorio?

http://www.geologi.it/cgi-bin/ultimatebb.cgi?ubb=get_topic;f=8;t=001293

detto molto francamente il "modello geologico" è una grandissima presa per il c..o !! e mi sorprende che ci siano colleghi che ci credono ! l'ultima legge sul condono edilizio è stata l'ennesima testimonianza di quanta considerazione e lavoro ci sia per i geologi soprattutto in fase preliminare ai progetti relativamente alla gestione del territorio. Niente di personale anci (scusa lo sfogo)! wink

il geologo deve occuparsi della valutazione della gestione di un territorio ma anche della valutazione dei parametri geotecnici relativamente alle strutture e "consigliare" un approccio al modello geotecnico che verrà poi sviluppato dall'ingegnere. STOP


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)
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x anci è da più di dieci anni che faccio relazioni geologico-geotecniche (l'80% del mio fatturato) in pianura padana prendendomi le mie responsabilità, facendo anche la scelta fondazionale calcolando i parametri geotecnici e anche il Qamm. e cedimenti ecc.., molto probabilmente conosco la geotecnica meglio del 95% degli ingegneri. Penso di avere fornito dei buoni lavori che tengano conto dei fattori di sicurezza ed economicità. Dovrei ora cambiare tipo di lavoro e fare solo il modello geotecnico mettendo le carte geologiche e geomorfologiche della pianura padana?
E poi la geologia applicata all'ingegneria civile non è anche la geotecnica.

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Caro Geodesi non hai una, ma mille ragioni !!

La geotecnica è quella che ci permette di vivere dignitosamente.

Il modello geologico è un prodotto che non serve al progettista nelle nostre pianure e che quindi nessuno vorrà mai pagare per cui se già adesso vari "progettisti" cercano di evitare le indagini geotecniche figuriamoci per una cosa che non serve !!

Farebbero fotocopie di fotocopie e se le firmerebbero loro.

Poi se le cose andranno come il Governo vuole non ci sarà più nemmeno lo spauracchio dell'ercizio abusivo della profesisone di geologo nè un Ordine che provveda alla denuncia ed alle spese della causa.

Che cosa dovremo scrivere ??

Lo chiesi pubblicamente nella riunione indetta dall'Consiglio Nazionale dell'Ordine a Bologna al prof.Prestinizi, che ci aveva illustrato la nuova normativa, che cosa avrei dovuto scrivere in una relazione per una nuova stalla di 20 m x 50 metri e lui mi deve ancora rispondere.

Qui si sta distruggendo, consciamente o inconsciamente quanto ottenuto in 43 anni di lotte inenarrabili, perchè nulla ci è stato concesso per "grazia" dei vari "sovrani" in carica.

Fummo sempre osteggiati, boicottati, ma dall'esterno e riuscimmo ad imporci.

Ora si sta gretolando anche il nostro fronte interno a causa di un ingiustificato autolesionismo e di complessi di tipo edipici contro gli ordini, anche se l'operato di alcuni di essi ha lasciato e lascia tutt'ora molto a desiderare.

Attenzione perchè in questo modo stiamo incaminandoci verso la totale distruzione della professione !!!

Antonio

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Credo di dover fare alcune precisazioni sul mio pensiero.

1 Cosa è la geologia e come si esplicano i suoi studi
2 Quale è il ruolo sociale del geologo per dare il suo contributo al vivere civile

Alla prima domanda rispondo (sono certo anche voi) che la geologia è una scienza che ottiene i suoi risultati attraverso l’analisi di dati superficiali individuati su vaste aree (vaste a seconda di ciò che si deve ricercare), con l’ausilio di indagini geofisiche per la ricostruzione dei lineamenti geologici del sottosuolo. Non so cosa avete fatto voi all’università ma io campi di rilevamento, geologia strutturale, geomorfologia (o geologia del quaternario), geofisica ecc. ecc.

Sulla base delle conoscenze di cui sopra un geologo presta la sua funzione sociale che è nel campo della ricerca e della applicazione delle scienze geologiche alle opere civili (geologia applicata).


Ora mi chiedo se voi dite che i nostri studi (nella loro parte di maggior valore professionale) devono estendersi in superficie su un’area pari a quella del diametro di un carotiere a chi spetta di inserire l’area oggetto di intervento in un contesto geologico sufficientemente ampio da prevenire il “rischio geologico”? Per favore non rispondetemi la ricerca, orami si laureano quattro geologi l’anno e la maggior parte diventano liberi professionisti i pochi rimanenti non possono occuparsi di tutta la geologia d’Italia, dallo studio delle faglie sismogenetiche profonde, al masso che può distaccarsi da un costone e cascare su un edificio a qualche centinaio di metri di distanza.

Per Cascone, se ogni comune d’Italia, e delle regioni del sud in particolare volesse dotarsi di studi di geologia seri, non ricalchi di carte a scala più vasta, ( rilievi geolitoligici, geomorfologici, geostrutturali ecc ecc) volesse tutelarsi dall’inquinamento delle sue falde, volesse dotarsi di studi di microzonazione sismica, e in ragione di tutti questi richiedere studi approfonditi sui siti ubicati in aree a maggior rischio ci sarebbe lavoro per anni e per tutti, in Campania in particolare.
Sai bene, come hai scritto in un post, che le indagini di geofisica non rientrano nella 349, e quindi cosa ci sarebbe di cosi assurdo se i geologi si dotassero di apparecchiature di geofisica e non di geognostica, si mettessero a rilevare, e applicassero il tariffario a quantità per i rilievi di superficie?

Dal momento che esiste chi sa fare di calcolo geotecnico (ingegneri) non credete che lo stato di salute della nostra professione avrebbe un grosso beneficio se offrissimo al nostro paese il contributo che potremmo dare con la nostra preparazione geologica?

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Ho dimenticato di scirvere il mio nome me ne scuso con i lettori

Andrea Ciampaglia

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per anci:

.....una parola è poco, due sono troppe....


DPR 328/01

art. 41
Formano oggetto dell'attività professionale degli iscritti nella sezione A, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 1, comma 2, restando immutate le riserve e attribuzioni già stabilite dalla vigente normativa, oltre alle attività indicate nel comma 2, in particolare le attività implicanti assunzioni di responsabilità di programmazione e di progettazione degli interventi geologici e di coordinamento tecnico-gestionale, nonché le competenze in materia di analisi, gestione, sintesi ed elaborazione dei dati relativi alle seguenti attività, anche mediante l'uso di metodologie innovative o sperimentali:

il rilevamento e la elaborazione di cartografie geologiche, tematiche, specialistiche e derivate, il telerilevamento, con particolare riferimento alle problematiche geologiche e ambientali, anche rappresentate a mezzo "Geographic Information System" (GIS);

l'individuazione e la valutazione delle pericolosità geologiche e ambientali; l'analisi, prevenzione e mitigazione dei rischi geologici e ambientali con relativa redazione degli strumenti cartografici specifici, la programmazione e progettazione degli interventi geologici strutturali e non strutturali, compreso l'eventuale relativo coordinamento di strutture tecnico gestionali;

le indagini geognostiche e l'esplorazione del sottosuolo anche con metodi geofisici; le indagini e consulenze geologiche ai fini della relazione geologica per le opere di ingegneria civile mediante la costruzione del modello geologico-tecnico; la programmazione e progettazione degli interventi geologici e la direzione dei lavori relativi, finalizzati alla redazione della relazione geologica;

il reperimento, la valutazione e gestione delle georisorse, comprese quelle idriche, e dei geomateriali d'interesse industriale e commerciale compresa la relativa programmazione, progettazione e direzione dei lavori; l'analisi, la gestione e il recupero dei siti estrattivi dimessi;

le indagini e la relazione geotecnica ;

la valutazione e prevenzione del degrado dei beni culturali ed ambientali per gli aspetti geologici, e le attività geologiche relative alla loro conservazione;

la geologia applicata alla pianificazione per la valutazione e per la riduzione dei rischi geoambientali compreso quello sismico, con le relative procedure di qualificazione e valutazione; l'analisi e la modellazione dei sistemi relativi ai processi geoambientali e la costruzione degli strumenti geologici per la pianificazione territoriale e urbanistica ambientale delle georisorse e le relative misure di salvaguardia, nonché per la tutela, la gestione e il recupero delle risorse ambientali; la gestione dei predetti strumenti di pianificazione. programmazione e progettazione degli interventi geologici e il coordinamento di strutture tecnico-gestionali;

gli studi d'impatto ambientali per la Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) e per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) limitatamente agli aspetti geologici;

i rilievi geodetici, topografici, oceanografici ed atmosferici, ivi compresi i rilievi ed i parametri meteoclimatici caratterizzanti e la dinamica dei litorali; il Telerilevamento e i Sistemi Informativi Territoriali (SIT);

le analisi, la caratterizzazione fisicomeccanica e la certificazione dei materiali geologici;

le indagini geopedologiche e le relative elaborazioni finalizzate a valutazioni di uso del territorio;

le analisi geologiche, idrogeologiche, geochimiche delle componenti ambientali relative alla esposizione e vulnerabilità a fattori inquinanti e ai rischi conseguenti; l'individuazione e la definizione degli interventi di mitigazione dei rischi;

il coordinamento della sicurezza nei cantieri temporanei e mobili limitatamente agli aspetti geologici;

la funzione di Direttore responsabile in tutte le attività estrattive a cielo aperto, in sotterraneo, in mare;

le indagini e ricerche paleontologiche, petrografiche, mineralogiche, sedimentologiche, geopedologiche, geotecniche e geochimiche;

la funzione di Direttore e Garante di laboratori geotecnici;

le attività di ricerca.


Spero sia chiaro a tutti quali sono le nostre competenze.....STABILITE PER LEGGE !!


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)
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Da tutto il papiello che hai scirtto togli tutto e lascia quello in neretto, ti rimarebbe ciò che consideriamo (considerate, ma non ho ancora capito la tua posizione a riguardo) il nostro lavoro, quello per cui dovremmo lottare, e l'unico strumento con il quale, secondo l'opinione da te ta espressa qualche post dietro, possono campare i geologi che vivono in pianura.
Prova invece a togliere il neretto e vedi quanto rimane di ciò che potremmo e dovremmo fare in tutta Italia anche senza indagini geognostiche e realazioni geotecniche, erroneamente considerate, anche in virtù della legge da te riportata ma sopratutto in virtù di una nostra presunta coscienza professionale, la parte di maggior rilevanza del nostro lavoro.

Cascone scusa, ma non capisco cosa vuoi dire.
Che la magior parte delle studi indicati dalle 328 sono cavolate o sono cose con cui poter lavorare e meglio e con più dignità geologica?

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io abito in pianura ma lavoro nel triveneto...comunque la maggior parte della pagnotta che riesco a ricavare (come per geodesi) deriva dalla geotecnica intesa in senso ampio, come applicazioni geologiche (conoscenza a grande media e piccola scla, indagini, etc..)a calcoli di interazione struttura terreno.
Proprio oggi ho visto la relazione di un ordinario di geotecnica (a ingegneria) per un ponte (nuovo) di una statale (luce 25 m) bastato su due prove penetrometriche di 20/25 m (chissà se erano a 21 o 24???) di cui non si riportano i grafici ma una mal distinta (con variazioni metriche) schematizzazione geotecnica; seguono pagine di "print screen" di un programma di clacolo di palificate. Non c'è una sezione non ci sono note sulla sismicità, (erp altro bassa) non vi sono note sulla stabilità geomorfologico - idraulica dell'opera, insomma un babbà.
Scusate immodestamente credo di sapre fare di meglio


"laudato si mi signore
per sora nostra acqua
tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi

Vorlicek Pier - Andrea
Phd in applied geology
Post doc in hydrogeology
vorlicek@libero.it
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Vorlicek, non sto parlando di cio che è ma di ciò che potrebbe essere in consegunza delle nuove normative se volessimo che lo diventasse

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