Credo di dover fare alcune precisazioni sul mio pensiero.

1 Cosa è la geologia e come si esplicano i suoi studi
2 Quale è il ruolo sociale del geologo per dare il suo contributo al vivere civile

Alla prima domanda rispondo (sono certo anche voi) che la geologia è una scienza che ottiene i suoi risultati attraverso l’analisi di dati superficiali individuati su vaste aree (vaste a seconda di ciò che si deve ricercare), con l’ausilio di indagini geofisiche per la ricostruzione dei lineamenti geologici del sottosuolo. Non so cosa avete fatto voi all’università ma io campi di rilevamento, geologia strutturale, geomorfologia (o geologia del quaternario), geofisica ecc. ecc.

Sulla base delle conoscenze di cui sopra un geologo presta la sua funzione sociale che è nel campo della ricerca e della applicazione delle scienze geologiche alle opere civili (geologia applicata).


Ora mi chiedo se voi dite che i nostri studi (nella loro parte di maggior valore professionale) devono estendersi in superficie su un’area pari a quella del diametro di un carotiere a chi spetta di inserire l’area oggetto di intervento in un contesto geologico sufficientemente ampio da prevenire il “rischio geologico”? Per favore non rispondetemi la ricerca, orami si laureano quattro geologi l’anno e la maggior parte diventano liberi professionisti i pochi rimanenti non possono occuparsi di tutta la geologia d’Italia, dallo studio delle faglie sismogenetiche profonde, al masso che può distaccarsi da un costone e cascare su un edificio a qualche centinaio di metri di distanza.

Per Cascone, se ogni comune d’Italia, e delle regioni del sud in particolare volesse dotarsi di studi di geologia seri, non ricalchi di carte a scala più vasta, ( rilievi geolitoligici, geomorfologici, geostrutturali ecc ecc) volesse tutelarsi dall’inquinamento delle sue falde, volesse dotarsi di studi di microzonazione sismica, e in ragione di tutti questi richiedere studi approfonditi sui siti ubicati in aree a maggior rischio ci sarebbe lavoro per anni e per tutti, in Campania in particolare.
Sai bene, come hai scritto in un post, che le indagini di geofisica non rientrano nella 349, e quindi cosa ci sarebbe di cosi assurdo se i geologi si dotassero di apparecchiature di geofisica e non di geognostica, si mettessero a rilevare, e applicassero il tariffario a quantità per i rilievi di superficie?

Dal momento che esiste chi sa fare di calcolo geotecnico (ingegneri) non credete che lo stato di salute della nostra professione avrebbe un grosso beneficio se offrissimo al nostro paese il contributo che potremmo dare con la nostra preparazione geologica?