Grazie Algol. Hai indicato procedure correttissime,ma il problema è come giustificare questi riporti (ripeto vecchi di almeno 40 anni e in parte vegetati e di natura litologica differente dal "substrato" senza il rischio che l'area possa essere considerata una discarica abusiva di inerti.La caratterizzazione consentirebbe di trattare il materiale come sottoprodotto.Se l'Arpa dovesse chidere:ma a che titolo questo materiale sta li?Scatterebbe l'obbligo di bonifica?
ciao, Io sono dell'Arpa, fermo restando che non tutte le Arpa hanno medesime prassi e usi & costumi, se dovessi essere chiamato a verificare la situazione la prima cosa che prescriverei, a prescindere dall'"età" del riporto, anzi, proprio prendendo a lecita causa di dubbio la sua memore presenza, una caratterizzazione e una indagine per verificare di cosa si tratta. Una volta appurato che non si tratta di rifiuti, inerti o meno, e che il riporto non è inquinato (a volte l'aspetto esteriore è ben diverso dal contenuto del cumulo) per quanto mi riguarda, potrebbe essere considerato terreno di riporto e gestito come sottoprodotto nei limiti del decreto. L'obbligo di caratterizzazione e/o bonifica scatta solo se si rinvengono superamenti dei limiti prescritti, non è per così dire automatico. Chiaramente qualche prova documentale o meno che l'origine del riporto è quella che hai detto non guasterebbe