ok anci, ti illustro il MIO punto di vista riguardo alla libera professione di geologo, e, come è mia consuetudine, lo farò per punti:

1) il geologo era, è e dovrebbe essere competente per tutte le attività disciplinate dall'art. 42 del DPR 328/01, a prescindere se segnate (da me) in grassetto o meno. Nessuna voce dell'elenco suddetto ha, a mio avviso, maggiore o minore prestigio professionale rispetto ad un'altra voce semplicemente perchè, seppur attività diverse sono tutte considerate "prestazioni d'opera intellettuali" ai sensi dell'art. 2230 del cod. civ. e tutte presuppongono, pertanto, la massima considerazione e rispetto da parte di chi le espleta.

2) L'Italia è caratterizzata per il 23,2% da zone pianeggianti, dal 41,6% da zone collinari e dal 35,2 da zone montuose.
Considerando adesso che generalmente ognuno di noi lavora sul proprio territorio ed ipotizzando una distribuzione omogenea dei geologi per tutta l'Italia, credo sia lecito affermare che circa il 20% dei geologi espleta la sua attività in zone di pianura dove, detto francamente, non so a cosa serve parlare di:
Quote:
rilievi geolitoligici, geomorfologici, geostrutturali
A questo aggiungi che i lavori relativi alla "gestione del territorio" (PRG, Piani Attuativi, Piani di Lottizzazione, VIA, VAS) sono squisitamente politici per cui di libero accesso solo a pochissimi devoti; in pratica la percentuale di geologi italiani che potrebbero lavorare nelle suddette attività professionali (in teoria dell'80%) si riduce drasticamente, nell'ipotesi più ottimista, almeno del 50% (su 80), per cui quel 20% prima definito sale mostruosamente fino al 60%.
Tenendo conto che, almeno sulla carta, risultano iscritti circa 12000 geologi, e vogliamo ipotizzare:
- 1 geologo su 2 non esercita pur pagando la tassa di iscrizione (cosa strana ma possibile)
- la metà di quel 20%, inizialmente considerato, è "molto devoto"
avremo che circa 2000 geologi campano esclusivamente su quello che tu consideri "poco geologico"

3) che qualcuno come te (tu lo hai scritto) all'Università non abbia studiato la geotecnica o le metodologie di indagine dirette presenti in tutti i corsi di Geologia Applicata o addirittura presenti come corsi di esame a se stanti (vedi unipd ed altre) è un problema tuo non certo di chi lo ha studiato. E poi scusa, un professionista è colui che non si ferma alle cose studiate all'Università, notoriamente poco applicative, ma continua la sua preparazione post-universitaria sia approfondendo le cose già studiate (rendendole più consone alla vita professionale) ma anche e soprattutto studiandone di nuove. O mi sbaglio ?

4) last but not last......quando scrivo di interessamento alla geotecnica mi riferisco alle valutazioni dei parametri geotecnici da fornire al progettista facendo una STIMA di MASSIMA delle interazioni terreno-strutture (Qlim, cedimenti) in SINERGIA con il progettista demandando a quest'ultimo la scelta e l'esatto dimensionamento delle strutture di fondazione.
Questo tipo di attività ci lega a doppio filo con i progettisti poichè il nostro lavoro DOVREBBE consentire loro di definire con maggiore accuratezza il cosiddetto "modello geotecnico" così come stabilito (anche se in maniera farraginosa ed ambigua) anche dalle Nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)