mi spieghi che senso ha ripetere indagini e caratterrizzazione dei terreini tra due siti limitrofi quando affiorano le stesse formazioni e non quelle geologiche? Ambedue possono essere rilevate con un buona pianificazione territoriale e le indagini locali richeste solo nelle aree a maggior rischio.
ti rispondo ponendoti delle contro-domande:
1) cosa intendi per "indagini GEOLOGICHE" relativamente a due siti limitrofi per i quali hai constatato, come tu hai scritto, che affiorano le stesse formazioni ? supponendo di stare in pianura (ma non solo) puoi avere informazioni su eventuali condizioni di rischio l.s. (cavità sotterranee, falda acquifera, presenza di incoerenti sciolti) senza fare indagini GEOGNOSTICHE ?
2) per lo studio geologico di un sito ti affideresti solo ed asclusivamente su indagini geofisiche, senza tararle con indagini dirette ?
3) quando operi su siti che non si trovano in zone a PERICOLOSITA' frane alta o elevata (tipo R3, R4) come ti comporti ? salvo errori fatti dalle AdB, cosa puoi definire in più del già conosciuto (Piani stralcio) relativamente alla valutazione dell'eventuale RISCHIO e quindi relativamente al modello geologico ?
mi spieghi che senso ha dare tanta importanza a coesione, angolo di atritto e portanza variando i coefficientti di sicurezza ( con 3 già non crollava nulla), applicando lo stato limite ultimo, quando si sa che non è mai stata la portanza a creare problemi geotecnici alle strutture ma i cedimenti e non mi pare che le nuove regole siano così severe in termini di moduli di defomazione elastica?
quello che scrivi è vero ma è anche vero che la normativa, fino ad oggi (e quindi prima della valutazione dei SLU e SLE), obbligava i progettisti a dare i valori delle TA (DM 11/3/88 e DM 16/1/96)