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Tra APC e qualità della professione gli oneri del geologo sono fortemente aumentati, mentre il lavoro e i compensi nettamente in calo per le molteplici svendite professionali. Gli Ordini e il CNG invece di incrementare gli oneri professionali ed economici agli iscritti dovrebbero tra i vari sterili ricorsi mettersi ad analizzare il marketing e capire che ormai la relazione geologica viene considerato poco meno di un atto oneroso da aggiungere al progetto.
Si dovrebbe quantomeno provare a rispondere alla seguente domanda:
"Dove e quando un utente potrebbe essere spinto dalla convinzione che sia utile spendere qualche euro per un prestazione professionale di un geologo, se non per obbligo di legge?"

Durante la mia esperienza ormai ventennale di geologo. Mi sono sentito rivolgere più volte da persone intenzionate all'acquisto di un immobile se quell'edificio fosse gravato o meno da rischio di cavità, resistenza in caso di terremoti, rischio da franosità, presenza di gas radon, etc.

Ora immaginate quanto lavoro ci sarebbe per i professionisti se fra i tanti, più o meno, utili certificati che accompagnano l'acquisto di un immobile ve ne sia uno, e solo uno, che valuti un indice di rischio geologico a cui è sottoposto un fabbricato. Per un acquirente sapere se un fabbricato è posizionato stabilmente su una piana o a ridosso di une versante, o su un area cavata potrebbe essere un prezioso documento su cui porre delle valutazioni di tipo economico e di opportunità. Al contempo potrebbe orientare/obbligare l'acquirente verso a stipula o meno di un assicurazione in base all'indice rischio.
Il Certificato di rischio geologico potrebbe avere quindi degli indici di rischio da uno a cinque che dovrebbero essere validati da apposite commissioni.

Le idee come si vede ci sono, e visto che non è stato difficile imporre la certificazione energetica del fabbricato, la domanda è abbiamo gli attributi per portare una proposta di legge in parlamento su un certificato che pochi vedrebbero "inutile" e lo stesso stato italiano potrebbe utilizzare per non risarcire i danni a chi acquista un immobile in un letto di un fiume?

Più marketing, e qualità intelligente.

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L'idea è buona, c'è già un indice di rischio pronto o bisogna crearlo?


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Originariamente inviato da: mccoy
L'idea è buona, c'è già un indice di rischio pronto o bisogna crearlo?



l'importante è che non diventi una scimmiottatura del già di per se ridicolo certificato energetico degli edifici. Oggi trovi online professionisti che ti vendono il certificato per settanta euro con dati trasmessi via email, già mi immagino colleghi-ciclostile che da ottocento km di distanza redigono per cinquanta euro un certificato di assenza di rischio di un edificio costruito su graniti massivi in zona subpianeggiante nel nord della sardegna (rischio geologico pari a virtualmente zero alla scala del tempo di vita umano)....
perdona il cinismo, ma sono convinto che è proprio la natura umana che comporta questo tipo di degenerazioni: homo homini lupus ed ognuno per se e dio per tutti anche se si appartiene ad una categoria e questo a prescindere dall'area tipologica della stessa.


This is The End, my only Friend, The End (J. Morrison)
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Per informazione (e mi dispiace sinceramente che il mio appello ripetuto più volte di visitare regolarmente la pagina del CNG non sia molto ascoltato):

dal 2011 esiste presso l'ABI un Tavolo Tecnico dei Valutatori Immobiliari per stabilire l'accesso ai mutui per l'acquisto di un immobile. Nel tavolo tecnico non era presente la figura del geologo e il CNG ha fatto richiesta per poter partecipare e la richiesta è stata accolta, con qualche titubanza iniziale di alcune categorie già presenti al tavolo (lo so perché sono stato io come rappresentante del CNG a partecipare come uditore a quella riunione ed a chiedere, ovviamente motivandola, la ns presenza a quel tavolo) nel 2013. Nel novembre dello stesso anno è stato sottoscritto il “Protocollo d’intesa per la raccolta, l’archiviazione e l’utilizzo di dati e informazioni per le valutazioni immobiliari”. Come rappresentante del CNG ho partecipato ai lavori del Tavolo Tecnico e con non poca fatica, almeno inizialmente (la prima obiezione è stata:" cosa c'entrano i geologi con la vendita di un immobile"), siamo riusciti a fare inserire all'inizio delle schede tecniche, subito dopo i dati geografici e catastali dell'immobile, i dati relativi alle caratteristiche dell'area dal punto di vista sismico e del rischio idro-geomorfologico.
E' stato un primo passo, e vi assicuro non era così semplice e scontato, per cercare di cambiare la prospettiva e si sta lavorando anche nella direzione delle assicurazioni (peraltro già molti colleghi come anche gli agronomi forestali lavorano in quel campo e non solo ing, geom, arch o periti).

Comunque il Protocollo, le date delle riunioni del Tavolo Tecnico(come tutte le attività del CNG sono riportate giornalmente nel calendario riportato nella sezione "Notizie in breve") ed un articolo sull'argomento sulla sezione Professione e pubblicato su Geologi sono stati postati sulla pagina del CNG che, ripeto, sarebbe bene visitare non dico tutti i giorni, anche se è aggiornata quasi in tempo reale, ma almeno una volta al mese.


Cordiali saluti.
Giuliano Antonielli

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Qualcosa del genere?
http://www.ediltecnico.it/26472/certificazione-sismica-aspetti-concettuali-base-limiti-validita/

Per come la vedo io la cosa migliore sarebbe percorrere la strada senza far leva sulle assicurazioni (almeno per il costruito), si rischierebbe di spaccare il paese in macroaree alcune delle quali risulterebbero particolarmente vessate (probabilmente giustamente il linea di principio ma inaccettabile in relazione alla continua evoluzione delle normative ed alla complicità dello stato nel corso degli anni)
Ciò non toglie che ogni cittadino ha il diritto-dovere di sapere quali possono essere i rischi ai quali va incontro quando sta a casa. È poi probabile che nel tempo, una volta acquisita coscienza da parte dell’opinione pubblica, tali aspetti possano determinare una ripercussione sul valore dell’immobile ma ripeto credo che coinvolgere assicurazioni e banche sia una strada che porti solo a frutti amari per cittadini e imprese!


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L'indice di rischio sarebbe da definire. Lo scempio delle Certificazioni energetiche si eviterebbe appunto con la validazione delle Commissioni. E sono d'accordo le assicurazioni dovrebbero intervenire solo per le categorie più elevate. Obbligate eventualmente dalle commissioni e con oneri proporzionali al rischio

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La prospettiva della polizza assicurativa spingerebbe le compagnie a fare pressione in parlamento. Per eventi calamitosi rientranti negli indici paga l'assicurazione, oltre paga lo stato, in assenza nessun risarcimento. Per me è fattibile, perché tutti avrebbero interesse

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Invece sarebbe giusto, nell'ambientale chi inquina paga, quindi anche chi edifica su cave, strapiombi, o versanti o sul Vesuvio giusto che se ne assuma gli oneri

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Si Ferry sarebbe giusto se lo stato nel corso di decenni non si fosse reso complice di tutto questo!
Che poi lo stato decida di scaricare tutto sui cittadini (sicuramente non esenti da colpe, anzi), mettendoli in mano a banche e assicurazioni, dopo che li ha autorizzati a mettersi in pericolo mi sembra troppo!

Poi c'è il grosso problema che le assicurazioni ragionano su grandi numeri! Quindi se tu abiti in una zona ad elevata pericolosità sismica, a prescindere da come è stato fatto il tuo fabbricato, avrai polizze sicuramente più onerose rispetto ad uno che si trova in una zona a bassa pericolosità sismica! Quindi anche se ti sei comportato benissimo realizzando un fabbricato completamente antisismico avrai oneri maggiori semplicemente perché ti ritrovi in una zona sfortunata e questo non credo che sia corretto!


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Cosa importante è evitare che diventi l'ennesima zonazione che ingloba intere aree. La differenza la deve fare il dettaglio. Ad esempio il coefficiente di rischio idraulico deve differenziare il piano terra dal terzo piano nell'indice globale.

Si tratta di definire una quantizzazione economica del danno da calamità geologica, inserendo l'indice di rischio geologico nell'estimo immobiliare

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