Discussione che nega un certo approccio bianconerista (non nel senso di Juve...) alla scienza, che ormai troppo spesso viene insegnata solo come mera tecnica, senza il dovuto approccio critico e metodologico (filosofico, direi, se laparola non spaventasse molti).
Darwin era semplicistico perché ha lanciato lì un'idea, a cui nessuno era ancora arrivato lucidamente, e che si puntellava su alcuni dati effettivamente osservati. I tempi erano quelli, e di più non poteva fare.
Ciò non toglie che non si possa migliorare e affinare, proprio perché oggi di strada (nelle metodologie di aìindagine, nei dati raccolti, nelle tecnologie etc.) ne abbiamo fatta, e riuscire a dispiegare tutta la gamma di grigi che la complessità del creato suggerisce e implica.

Qualche "creazionista", un po' di tempo fa, si poneva la domanda: "come spiegare l'esistenza di specie create dopo il settimo giorno?", e si rispondeva: "la Genesi è un racconto simbolico, Dio nei sette giorni ha predisposto il disegno in base al quale la Natura poteva evolversi e produrre nuove specie successivamente" (riporto liberamente e a memoria).
Noi questa cosa la chiameremmo forse DNA e RNA, o l'esemplificheremmo come "software", perché oggi abbiamo questi strumenti e queste conoscenze.
Quelli che discettavano sull'argomento "allora", potevano solo immaginare il "disegno di Dio".

"Allora" era il XII secolo, e i dubbiosi pensatori che già vedevano "specie create dopo" erano i chierici della Scuola Cattedrale di Chartres, uno dei cuori della cristianità dell'occidente...

...i dubbi dell'Uomo sono antichi quanto l'Uomo, credo...

Ultima modifica di morena; 05/05/2015 08:05.