C La differenza la deve fare il dettaglio. Ad esempio il coefficiente di rischio idraulico deve differenziare il piano terra dal terzo piano nell'indice globale.
Temo che i casi siano troppi e disparati ed aimhè credo che entrare nel particolare come dici non sia percorribile, in particolare per banche e assicurazioni. Poi ci sarebbe da decidere quali siano le basi di conoscenza del territorio da cui partire per definire il rischio (e credo che già arrivati a questo punto ci sarebbero molte discussioni).
Il primo passo dovrebbe essere quindi semplice, anzi semplicissimo!
Partirei intanto dagli edifici pubblici (primi fra tutti le scuole) con un bel bollino molto grande (un bollone) all’ingresso il cui colore identifica il rischio (credo che una cosa del genere si faccia in California). Successivamente ed in analogia con gli edifici pubblici procederei con gli edifici privati!
Sono comunque convinto che coinvolgere banche e assicurazioni sia sbagliato.
Intanto ci sarebbe da chiedersi che cosa assicurerebbero le assicurazioni? Risarcirebbero il solo valore dei materiali (mattoni, tegole, travi ecc.) che naturalmente si ridurrebbe nel tempo (lasciando tutti i cittadini proprietari di case vecchie con una assicurazione priva di significato economico - un po’ come accade con le automobili).
Inoltre è molto probabile che per aree ad elevatissima pericolosità (stretto di Messina, Vesuvio ecc….) le assicurazioni facciano ben presto marcia indietro.
Per le banche eviterei proprio di informarle di un rischio del genere, per come ragionano ci sarebbe probabilmente solo un incremento dei tassi sui mutui in funzione della pericolosità incidente su macroaree.
Per mantenere un minimo di coesione e solidarietà sociale e per evitare di fare ulteriori ingiustizie credo che l’unica strada, al momento, sia quella semplicistica dei bollini sperando che questa possa innescare una coscienza del problema da parte dell’opinione pubblica sufficiente ad integrare il processo con le tue indicazioni.