Cascone rispondo alle tue domande e anche, spero, anche alle osservazioni del collega e compaesano Morettti :-).
Come premessa alle tue domande faccio presente che le osservazioni che seguono presuppongano un territorio comunale su cui geologi ed ingegneri hanno già rilevato accuratamente le formazioni affioranti durante la stesura di lavori di pianificazione, non copie del 100.000. Intendo carte geologiche (tutte, non ne richiamo i nomi se no se ne va una pagina), sondaggi e caratterizzazione geomeccanica delle formazioni rappresentative del territorio.
1 per indagini geologiche intendo l’inquadramento dell’area nel contesto dei lavori suddetti e, se la grandezza, l’ importanza dell’opra, e le condizioni di sicurezza lo permettono utilizzare i dati gia esistenti ( esempio piccoli interventi in aree pianeggianti prive di rischi, falda profonda e formazioni con buoni comportamenti geomeccanici, ghiaie argille sovraconsolidate ecc ecc. ). Il geologo dovra rappresntare in carta e in giusta scala l’inquadramento dell’area assumendosi le resposabilità che ciò comporta ( chi altri dovrebbe farlo), il progettista utilizzare i parametri esistenti per la progettazione ( magari un valore di sicurezza), il committente ne guadagnerebbe in tempo e danaro.
Se non esistono le condizioni di sicurezza a quel punto si richiedono studi geologici e geotecnici approfonditi allora bisognerà ricostruire la superficie di falda, fare indagini di microzonazione sismica, redarre accurate carte geomorfologiche geologiche di acclività ecc ecc, a seconda del rischio esistente, utilizzando anche i fori e le fatti dagli ingegneri, per stratigrafie e l'interpretazione prove di geofische come la geolettrica. (I piani di bacino sono un primo passo per l’inividuazione del rischio e del pericolo e richiedono una giusta cartografia geologica, ma le carte sono fatte malissimo a scala troppo grande).
Alla seconda domanda del punto uno ti rispondo che non farei geognostica per individuare cavità e falde ma la geofisica ( i buchi ti informano sul livello ma non ricostruiscono la superficie di falda) a meno che non si vogliano fare 10 sondaggi per ogni sito e interpolare. Ma se davvero un sito avesse problemi di falde o peggio ancora cavità si rientrerebbe nelle aree a rischio e ti ripoto al punto precedente.
2) No, non solo geofisca, ma le altre le faranno gli ingegneri per legge. Lavorando in sinergia, ad esempio: un solo sondaggio per la stratigrafia e il campionamento, e uno stendimento di geofisica per ricostrutire l’andamento areale profondo degli strati e/o della falda, beninteso stamo parlando di aree a rischo e/o di intreventi di una certa grandezza e valore.
3 Almeno in abruzzo per ricevere un parere di compatibilità idrogeologica la relazione geologica deve essere dotata di carta geologica, carta geomorfologica carta idrogeologica a scala 1:10.000 con dati provenienti da rilievo di campagna , più un altro cumulo di informazioni di carattere geostrutturale geomorfologico ecc ecc, più caratterizzazione sismica dell’area con particolare rigaurdo agli elementi geologici e geomorfologici di pericolosita sismica, più indicazioni sulle caratteristiche morfometriche e storicocronoligiche dei processi di disseto. Nelle conclusioni verranno evidenziate le problematiche e gli elementi di criticita emersi, propedeutici alle indagini successive.
Per Moretti
D’accordo a qualsiasi incontro purchè non si parli di come fare la guerra agli ingegneri per ottenere relazione geotecnica e sondaggi, ma di come organizzare il nostro lavoro di geologi applicati. Aspetto inviti (se li facessi io non verrebbe nessuno :-)ma comew si mettono le faccete?)
Sempre cordiali saluti
Andrea Ciampaglia