Ciao ingegno, ben risentito!
Sì, in Abruzzo la situazione è strana, alcuni comuni ignorano totalmente il PAI, altri lo fanno rispettare, altri ancora si trovano a metà strada.
E credo che alcuni siano influenzati dalla fazione politica o dagli interessi per quanto riguarda l'inclusione nel PRG, che sarebbe certamente la soluzione definitiva.

Per quanto riguarda il parere dell'Autorità sulle proposte di svincolo, i tempi sono certamente geologici e non so quante siano effettivamente le richieste approvate, forse nessuna, forse pochissime. Immagina che ormai si è bloccata anche la semplice emissione di pareri sulla compatibilità idrogeologica, che costituisce il lavoro di routine di questo ente. A rigore, tutti gli interventi nelle zone a rischio, che richiedono questo parere preventivo, sono bloccati non si sa per ancora quanto tempo.

Per finire con il tuo progetto, se ti ricapita potresti forse seguire questa procedura:

-scrivere nella relazione che si tratta di zona PAI gialla ad esempio, con pericolosità elevata
-Analizzare la geomorfologia e il rischio qualitativo di dissesto che emerge dal sopralluogo specifico
-esporre i risultati
-Scrivere in grassetto nel testo e nelle conclusioni che esiste il vincolo (presunzione ufficiale di dissesto), che sul terreno abbiamo notato una certa situazione (conferma o non conferma), che sono eventualmente necessari altri studi specifici, che la normativa prevede un parere di compatibilità, che siamo disponibili ad effettuare ulteriori, dettagliate indagini.
E rimandare tutte le decisioni al progettista, che per legge ha la responsabilità del progetto. Noi abbiamo svolto al meglio il nostro incarico di consulenti, senza tacere niente e suggerendo quello che lo stato dell'arte suggerisce di fare.

Se, come nel caso tuo, ci sono indizi oggettivi di instabilità, scriverlo ed eventualmente fare leggere ad un avvocato la relazione.
Potranno chiedere ad un collega un'altra relazione ma a rigore dovrebbero pagare la nostra. Meglio perdere dei clienti che guadagnare un rinvio a giudizio per concorso in disastro colposo.


Personalmente, sarei sempre molto ma molto riluttante a scrivere che in zona a rischio elevato (giallo in abruzzo, R3 credo altrove) non esiste dissesto, anche in mancanza di segni evidenti, a meno di conoscere molto bene i luoghi.
In zona rossa,R4, neanche a pensarci. Tali responsabilità graverebbe su tutta la nostra vita e persino sugli eredi, come sappiamo in materia di responsabilità civile.

Il rischio di scarpate in Abruzzo è diverso, è accettato (a voce) che molte scarpate segnalate sul PAI non esistono sul terreno, per cui secondo l'autorità basta una nostra asseverazione documentata. Ma sappiamo che in mancanza di parere ufficiale dell'autorità possiamo ricadere in condizioni di abuso edilizio...



"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)