No, certamente ci sono molte strade, ma forse le vie a scorrimento veloce sono poche e le altre non permetterebbero una fuga rapida. Da un lato poi c'è il mare in zona rossa, per cui quella direzione è preclusa. Scrivo senza conoscere la zona, ma uno scenario pessimistico potrebbe essere il seguente:
1- Inizia l'eruzione con decorso piuttosto rapido
2- Il panico erompe assieme all'eruzione, inizia la fuga dappertutto, in maniera certo non sincronizzata ma neanche ottimizzata
3-Le auto in zona rossa non riescono ad allontanarsi a causa degli ingorghi in zona gialla
4-l'evacuazione in zona rossa e nella zona gialla vicino alla rossa risulta impossibile per un certo periodo (ore? Giorni?)
5-Nel caso di notevole emissione di ceneri, l'evacuazione sarebbe ulteriormente ostacolata dalla parziale oscurità e dalla scarsa agibilità delle strade, secondo la direzione delle emissioni e del vento prevalente.Possiamo soltanto immaginarci le scene di caos, di impotenza e persino di violenza.
5-Arriviamo poi al culmine dell'ipotetico disastro, fase che spero non si verificherà mai e che fa rabbrividire al solo pensiero: inizia il surge piroclastico, che soffocherebbe senza scampo, nella zona interessata, tutti quelli bloccati dagli ingorghi.
N.B. Le ipotesi di cui sopra non costituiscono assolutamente un tentativo di procurare allarme, poiché attualmente non esiste alcuna situazione di emergenza dichiarata.
Si tratta di una discussione tecnica e ragionata sullo scenario maggiormente pessimistico, con lo scopo di di discutere le possibili adeguate misure di protezione civile per mitigare il rischio. In particolare, è assolutamente da prevedere e evitare l'ipotesi di cui al precedente punto 5.
Una possibilità potrebbe essere l'evacuazione via mare, dal lato di Ercolano...