Ho iniziato a scrivere la relazione sismica in maniera differente. In particolare, dato che la norma appare, con minimi dubbi, attribuire al progettista la responsabilità della modellazione sismica. Dato che inoltre la norma senza alcun dubbio assegna al progettista la definizione delle azioni sismiche sulla struttura, azioni che sono in funzione della risposta sismica di base e della risposta sismica locale (eseguita con il metodo semplificato o con quello rigoroso).
In conclusione, in mancanza di indicazioni da parte del progettista (calcolatore o coordinatore del progetto) sul metodo da adottare, scelgo di default quello semplificato.
Illustro alcune opzioni sulla categoria di suolo al progettista (le opzioni spesso costituiscono una categoria S2) e faccio scegliere a lui. LA mia opinione è che in passato ci siamo presi troppe responsabilità, per pochi soldi, indicando noi la categoria di suolo in maniera univoca.
Allego uno stralcio di una delle ultime relazioni.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
In particolare, dato che la norma appare, con minimi dubbi, attribuire al progettista la responsabilità della modellazione sismica.
Scusa mc, mi puoi illustrare come sei giunto a questa triste conclusione!
Fino ad ora ho pensato che la modellazione sismica fosse materia concorrenziale! Comunque se la norma lascia margini di manovra dobbiamo provare a sfruttarli. Per il solito annoso problema della remunerazione (mai corrispondente alle responsabilità che ci assumiamo) rappresenta un problema differente......credo!
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
AD, la materia è concorrenziale in quanto a competenza ma non in quanto a responsabilità. Le due cose sono diverse, in quanto la responsabilità vale anche in sede giudiziaria.
Il seguente paragrafo non è del tutto esplicito, ma è chiaro che le indagini sismiche devono essere predisposte dal progettista. E la loro interpretazione? Le azioni sismiche, se non si riferiscono a opere in terra o frane, condizionano la progettazione sismica di strutture, per le quali non abbiamo né responsabilità, né competenza. Per cui personalmente non posso assumermi la responabilità di adottare un coefficiente progettuale quale il Ss e neanche il St.
E' ridicolo inoltre quando noi addirittura scegliamo al strategia di progetto e il tempo di ritorno, o scriviamo la relazione come se sia scontato. Se i progettisti non sanno neanche quale Tr adottare per la verifica delle azioni sismiche è ora che cambino mestiere.
Quote:
7.11.2 CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA AI FINI SISMICI Le indagini geotecniche devono essere predisposte dal progettista in presenza di un quadro geologico adeguatamente definito, che comprenda i principali caratteri tettonici e litoligici, nonché l’eventuale preesistenza di fenomeni di instabilità del territorio. Le indagini devono comprendere l’accertamento degli elementi che, unitamente agli effetti topografici, influenzano la propagazione delle onde sismiche, quali le condizioni stratigrafiche e la presenza di un substrato rigido o di una formazione ad esso assimilabile.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Noi geologi chiaramente non possiamo avere alcuna responsabilità di tipo decisionale sul progetto delle costruzioni (solo di tipo consultivo).
Il paragrafo 3.2 esplicita che le azioni di progetto servono a valutare il rispetto dei vari SL. Di nuovo, il geologo non può essere responsabile di tale aspetto, la valutazione se una struttura raggiunge un determinato SL è un processo decisionale che chiaramente spetta al progettista (geometra abilitato per muratura, ingegnere e architetto abilitati per muratura, acciaio e c.a.).
Quote:
3.2 AZIONE SISMICA Le azioni sismiche di progetto, in base alle quali valutare il rispetto dei diversi stati limite considerati, si definiscono a partire dalla “pericolosità sismica di base” del sito di costruzione.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
A cosa servono le categorie di suolo e la RSL in genere? A determinare le azioni sismiche. Le azioni sismiche come abbiamo detto servono a valutare il rispetto degli SL e se si tratta di costruzioni noi non possiamo avere alcuna responsabilità (né competenza).
Quote:
3.2.2 CATEGORIE DI SOTTOSUOLO E CONDIZIONI TOPOGRAFICHE Categorie di sottosuolo Ai fini della definizione dell’azione sismica di progetto, si rende necessario valutare l’effetto della risposta sismica locale mediante specifiche analisi
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Questo è un altro stralcio con trattazione leggermente diversa. La logica è sempre la stessa. Da consulente con competenza specifica ma non responsabile del progetto secondo le NTC08, indico le possibili opzioni secondo le varie interpretazioni della normativa e lo stato dell'arte della materia. Io non affermo niente e non decido niente. La decisione viene sempre rimandata al progettista.
Quello che farò è introdurre altri riferimenti di legge sulla responsabilità del progettista (qualcuno è già stato aggiunto nel paragrafo introduttivo)
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Si pone in evidenza che la scelta della categoria S2 richiederebbe l’adozione di metodi numerici di risposta sismica locale per la definizione dello spettro di progetto. Qualora il progettista desiderasse adottare tali metodi, lo scrivente, se interpellato, non esiterà a provvedere un adeguato modello con le relative soluzioni.
e' implicito quanto aggiungo in rosso:
lo scrivente, se interpellato e retribuito, non esiterà a provvedere un adeguato modello con le relative soluzioni
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Condivido buona parte di quanto hai scritto, ma mi rimane il forte sospetto che alla lunga ci richiederebbero sempre di fornire il "supplemento" per la s2 giusto per confrontare i dati...e sapendo tutto il lavoro che c'è dietro credo sarebbe difficile farcelo pagare ma diventerebbe difficile negarlo. Insomma forse sarebbe meglio un accordo scritto preliminare con il progettista in modo da riportare giá in relazione la strategia progettuale
Ad esempio nel preventivo da far firmare al cliente evidenzio che la modellazione sismica sarà effettuata con determinazione della rsl secondo il punto 3.2.2 riportando che nella quotazione non sono incluse le eventuali analisi numeriche di rsl che si rendessero necessarie nel caso in cui dalle indagini il terreno ricadesse in categoria S2
Ok grazie mccoy.....come al solito spiegazione esauriente e ricca di particolari! Ecco alcune mie considerazioni disordinate!
Anche nel caso in cui noi indichiamo in modo univoco la categoria di sottosuolo l’adozione di questa da parte del progettista rimane una sua responsabilità. In alternativa forse dovremmo indicare il solo profilo sismico fino alla profondità raggiunta dalle indagini, lasciando al progettista libertà di azione e di modifica del piano in corrispondenza del quale riferire Vs30 o RSL. La definizione delle azioni è responsabilità del progettista ma il modello sismico sembrerebbe di no, le prime derivano dal secondo ma forse non sono la stessa cosa.
Quello che non è scritto nelle norme (e che non può essere messo in discussione) è che in assenza di una sinergia geo-ing il giocattolo si rompe. Con tale approccio la norma sembra perseguire l’autonomia del progettista con conseguente libertà di modificare a piacimento il progetto. Questo sarebbe lecito se ci trovassimo davanti a progettisti onniscienti! Ma non è così! La condivisione delle scelte tra i diversi attori che partecipano alla realizzazione di un’opera rappresenta per me la base di una buona progettazione.
Analoghe considerazioni meriterebbe anche il modello geotecnico?.....si dovrebbero eventualmente fornire solo i valori nominali o meglio semplicemente i risultati delle prove, senza alcun tipo di elaborazione (sia per le prove in sito che per le analisi di laboratorio). Stando così le cose però verrebbe meno la nostra professionalità in campo di sintesi e modellazioni dell’ambiente geotecnico e sismico (cosa che penso sia quasi solo una nostra prerogativa)! Ad eccezione della definizione degli aspetti di pericolosità geologica (non da poco) diverremmo semplici garanti della corretta esecuzione delle indagini, prove e analisi (ma poi c’è anche l’art 59 DPR 380/01 ) Comunque tutto deriva dalla definizione di progettista: possiamo considerarci progettisti del modello sismico e/o geotecnico? Forse no, ma dal punto di vista pratico (almeno per la mia piccola esperienza) credo che spesso gli ing non hanno voglia/capacità di imbattersi in detti modelli.....quindi diventa indispensabile la collaborazione e la suddivisione delle responsabilità!
Originariamente inviato da: mccoy
E' ridicolo inoltre quando noi addirittura scegliamo al strategia di progetto e il tempo di ritorno, o scriviamo la relazione come se sia scontato. Se i progettisti non sanno neanche quale Tr adottare per la verifica delle azioni sismiche è ora che cambino mestiere.
Qualcuno ti ha fatto irritare vero?
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