Buongiorno a tutti,
è il primo topic che scrivo sul forum e, spero, di scriverlo nella sezione giusta.
Mi sono laureato l'anno scorso in scienze geologiche e, dopo un anno passato a fare piccoli lavori saltuari in varie aziende senza un minimo di prospettiva, sto maturando l'idea di emigrare ed esercitare la professione all'estero.
Da sempre sono innamorato dell'America e soprattutto della California e per me sarebbe un sogno andare a lavorare lì per un periodo o, addirittura, stabilizzarmi definitivamente.
Cercando informazioni su internet mi sono imbattuto in un sacco di offerte di varie aziende e ho visto che anche gli stipendi che offrono non sono niente male.
Vorrei chiedere a chi ha un minimo di conoscenza in più a riguardo o meglio, a chi è andato effettivamente a lavorare fuori, quali sono i requisiti fondamentali per fare domanda di lavoro all'estero?
Grazie in anticipo a tutti
Tralasciamo per il momento la libera professione come freelance, che è quasi difficile da praticare là come qua,
il requisito di base, per poterti teletrasportare "direttamente" rispondendo ad uno degli annunci che hai letto, è quello di avere un CV coi controcàzzi e i cogliòni quadrati/esagonali.
Non è una battuta, è la realtà: le norme di immigrazione statunitensi prevedono che per potere assumere te e solo te, la ditta californiana esperisca tutte le formalità relative al permesso di soggiorno, sicurezza, eccetera, facendo da garante. Ovvio che per doversi sbattare in cotal maniera, la ditta lo farà solo nel caso che tu sia molto ma molto più importante e più competente di decine di altri tu americani che stanno cercando lavoro.
Non voglio sminuire le tue competenze, ma con la competitività che c'è tra gli americani di solito la battaglia è persa in partenza: noi abbiamo una preparazione di base più ampia, ma là lsi specializzano a livelli altissimi su argomenti specifici. E inoltre una ditta prima di assumere qualcuno fa più di un colloquio per verificare che chi si è presentato abbia le capacità richieste.
D'altronde se non fosse così, non credo ci sarebbero ancora geologi italiani in cerca di occupazione, se ci pensi (prova a fare una ricerca su google qualsiasi "come andare a lavorare negli usa)
Quello che puoi fare invece, e che ti consiglio, è fare un investimento ed iscriverti ad un master of science (M.S.) o un dottorato (PhD) in una università americana, meglio se quotata. Spenderai parecchio, dovrai lavorare e studiare sodo, forse qualcosa potrai risparmiare se sei valido e riesci a strappare un contratto di "teaching assistant" in qualche corso per "undergraduate" (equiv. alla nostra laurea triennale), ma se scegli un settore buono avrai una preparazione coi controcogliòni e una volta che esci il lavoro lo trovi (l'inglese lo avrai già imparato e concorrerai ad armi pari come titoli con i concorrenti locali) ed avendo già un permesso di soggiorno per motivi di studio aggiri la barriera di cui sopra in quanto puoi andare al consolato e chiedere una proroga con variazione delle motivazioni.
Il problema naturalmente è iscriversi e per farlo occorre ottenere un buon punteggio nel GRE (Graduate Records Examination, è un test certificato che occorre superare per iscriversi alla formazione post-graduate -cioè post laurea triennale- che puoi fare anche in italia) e nel TOEFL (test of english as a foreign language) che molte università richiedono.
Questo è il metodo più sicuro -ma lungo e costoso, comunque non privo di soddisfazioni ed esperienze che qui ci sognamo- per il tuo "sogno a stelle e strisce".
Poi ci possono essere altre strade, come lavorare per una ditta italiana che abbia filiali all'estero (ma bisogna trovarla), sposare una americana (qui posso ribattere al cinismo di mccoy con la costatazione che in america non ci sono solo le belle ereditiere ma anche le cozze che sposerebbero seduta stante chiunque disposto, questo lascia buone speranze credo ) oppure l'annuale lotteria della green card (ma come dice il vecchio adagio "aspetta e spera").
Te lo dice uno che là c'è andato e che ha fatto la cazzàta di ritornare qua. I cogl.... li ho ancora nel piatto e me li sto mangiando pezzettino per pezzettino.