Salve a tutti, ho bisogno di un consiglio perchè quest'anno mi iscriverò alla magistrale di geologia, ma sono molto indeciso, se iscrivermi a Chieti, intraprendendo il percorso di geologia planetaria, o a Trieste, indirizzo geofisico (ma comunque con l'idea di svolgere una tesi di geologia planetaria. Qualcuno sa consigliarmi su questi due indirizzi? Inoltre ci tengo a dire che ho 30 anni, ed ho paura di perdere tempo, data la situazione attuale. Grazie a chi risponderà.
dipende molto da chi sei/cosa vuoi/come vedi la vita, risposte filosofiche insomma. non è una battuta: geologia planetaria è un'area di pura ricerca, e oggi come oggi in italia -ma non solo qui- fare carriera come ricercatore nell'aree della geologia significa fare percorsi di vero e proprio precariato (un dottorato qui, un post doc lì, un assegno di ricerca qua, un'altro là, un sei mesi all'estero per fare qualche lavoro con nomi internazionali, e così via aspettando i concorsi per il posto da ricercatore non confermato, cercando di fare più pubblicazioni possibile che sono quelle che ti danno punti se su riviste ad alto impact factor. Ma non basta, perchè occorre "mettersi a ruota" per usare gergo ciclistico di un qualche nome importante ma soprattutto che possa avere fondi a disposizione per mandare avanti ricerche oltre che contatti e competenze da trasmettere.
La contropartita è un lavoro che può dare soddisfazioni intellettuali, che alla fin fine lascia molta libertà e -a volte- tempo libero. Ma considerando che ai casi più brillanti occorrono almeno dieci anni di sgavettamento per approdare ad una posizione stabile senza sapere dove, bisogna tenerne conto.
Anche io partii con l'idea di fare questo percorso, ma alla fine del dottorato era già chiaro che l'avrei abbandonato, a quel tempo nell'era dei baroni universitari oltre alle competenze servivano anche doti di portaborse e tirapiedi e saper fare le riverenze al momento giusto, cosa che non ho mai saputo fare - non ti so dire se queste capacità servano anche oggi, ma una cosa è sicura, da soli non si va da nessuna parte visto che la ricerca non si fa fisolofeggiando ma bensì con laboratori e strutture.
Io però come contropartita non sono diventato nessuno, sono solo un povero sfigàto di dipendente pubblico (ma che almeno ha messo su famiglia ed è diventato genitore nella media delle persone "normali" o "comuni" dubito che una famiglia possa venire su coesa con i salti mortali che un ricercatore precario deve fare) dopo aver passato alcuni anni come libero professionista. Mentre praticamente quasi tutti i miei "ex colleghi" di dottorato hanno approdato quasi tutti come ricercatori, professori ecc. ma dopo molti anni.
Ma al di là di questo sono stato deluso dal mondo della ricerca, dati che vengono manipolati, conclusioni tirate a lucido, tanto l'importante è pubblicare, anche se si pubblicano stronzàte... Lo stesso argomento se è una buona idea viene spezzettato in dieci pubblicazioni oppure si fanno dieci pubblicazioni con lo stesso argomento solo cambiando qulcosa qua e là. Molti, anche i nomi più noti, prima formulano l'ipotesi, e poi vanno alla ricerca dei dati che la confermano, ignorando o peggio ancora occultando quelli che vanificherebbero l'idea iniziale. "non è possibile, DEVE uscire questo risultato, ripetiamo la procedura" è la frase che si può ascoltare con più frequenza in questo lavoro.
E' diverso con casi o settori nei quali c'è in ballo la vita della gente o la sicurezza delle persone, come nel caso dei materiali, delle biotecnologie (ma non sempre, vedi lo scandalo dei bypass che ti facevano venire un colpo e che furono impiantati a decine di persone in tutto il mondo e -naturalmente- qui in italia). Ma la ricerca in geologia pura spesso presenta queste contraddizioni, e sbaglierò, quella planetaria potrebbe non fare eccezioni... tanto chi ci va su marte a verificare che le dune nella foto sono state messe in posto da flussi o da venti, o che le vulcaniti della tal piana sono trachibasaltiche o andesitiche?
Capisco che per te possa essere difficile la scelta, visto che senti l'età come fattore di pressione.
Se fossi in te comunque opterei per geofisica, è un settore che potrebbe lasciarti anche altre porte da aprire. Ma solo tu puoi tirare le somme..