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Allo scopo di verificare la sussistenza delle predette condizioni, si farà riferimento alla documentazione disponibile e si potrà omettere di svolgere indagini specifiche solo qualora, a giudizio esplicitamente motivato del professionista incaricato, sul volume di terreno significativo e sulle fondazioni sussistano elementi di conoscenza sufficienti per effettuare le valutazioni precedenti.
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Praticamente, si dovrebbe cercare il professionista che ha firmato/prodotto "la documentazione disponibile";
sarà lui/lei che indicherà o motiverà l'assenza o meno delle condizioni elencate.
Gardando il bicchiere mezzo pieno, teoricamente se i progettisti incaricati a suo tempo eravamo noi geologi,
lo saremo anche nel caso di adeguamento sismico di quell'edificio esistente.
Inoltre, con i dati di "allora" chi potrebbe avere, ora, elementi per la verifica a liquefazione?
Se a firmare le indagini di allora furono geom/arch/ing,
bene lascio a loro l'onere di escludere la verifica a liquefazione e quant'altro,
senza dati oggettivi.
Frana giù tutto, dopo?
ok, niente "empatia" per il loro processo
(se non lo avevate già capito, in un thread diverso, recente)