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Il 19 novembre inizierà l'udienza di Cassazione (alcune considerazioni sul ricorso del Procuratore qui e qui). Tirando le somme di questi anni di sentenze, discussioni, convegni, libri e articoli vari, sono tanti gli spunti di riflessione; uno in particolare è di grande interesse pubblico, ed è la sconsolante conferma della scarsa (o nulla) conoscenza di cosa sia il rischio sismico, e della diffusione di convinzioni errate che la sentenza di primo grado ha contribuito a radicare nell'opinione pubblica. Chi si occupa di corretta (e concretamente utile a preservare vite) comunicazione del rischio sismico avrà molto lavoro da fare... Massimiliano Stucchi ne fissa i punti fondamentali:
Ancora sul rischio sismico – parte prima (Massimiliano Stucchi)

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Io ho già commentato l'intervento sulla pagina.
Ieri in un convegno organizzato da volontari di protezioni civile ho dovuto per forza abbassare il livello del mio intervento (non è che fossero molto alti anche prima eh.. :)) insomma partire da quelle cose elementari che davo per scontato, per acquisite, ma che invece acquisite non sono affatto... della serie: cos'è un evento naturale prevedibile, cosa si intende per prevedibilità di un evento naturale e quali sono le misure adeguate da mettere in atto per mitigare il suo effetto al momento in cui questo si manifesta.
Questa necessità nasce dal fatto che nella mia provincia, ma credo anche altrove, sono nate facoltà e corsi specializzati nella scienza della comunicazione dei rischi, le quali stanno regolarmente sfornando "esperti" laureati con lode, che regolarmente portano l'esempio dell'Aquila come errata comunicazione del rischio che ha generato 309 morti, rispetto a quella che Obama ha fatto con l'uragano Sandy del 2012 che ha generato solo un centinaio di morti, facendogli, tra l'altro, acquisire maggiore credibilità e popolarità... ve lo immaginate voi Obama in TV che da indicazioni alla popolazione californiana a seguito di una sequenza sismica in atto? Proprio un paio di giorni fa una insegnate del liceo Scientifico "Einstein" dove va mio figlio, mi diceva che aveva assistito alla discussione di una tesi simile e che a lei era molto piaciuta... era proprio piaciuto l'esempio Commissione Grandi Rischi - Obama e c'è stato anche un fragoroso applauso.... ahhh...
Per quanto riguarda il fronte dei geologi professionisti invece in tale campo noto un disinteresse preoccupante, ma forse sono ancora io che riesco a meravigliarmi di questo... forse immagino ingenuamente che possiamo distinguerci dagli altri professionisti... anzi noto che neo consiglieri nazionali pubblicizzano incontri che vedono la partecipazione del solito vulcanologo (teste d'accusa del processo... per me più che teste testa e più che d'accusa di un altra cosa), auto dichiaratosi esperto sismologo (in contrapposizione a recenti incontri a cui gli stessi consiglieri e lo stesso ordine hanno partecipato e promosso con i veri sismologi) che la mena ancora sulla possibilità di prevedere i terremoti, così tanto per non scontentare nessuno vero?... e così che poi si prendono i voti e si diventa consigliere nazionale di un Ordine che sempre di più a mio avviso sta facendo pena.

Ultima modifica di Alex-64; 25/10/2015 12:21.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Leggo: una vulnerabilità "intuibile" http://www.primadanoi.it/news/terremoto/562374/Grandi-Rischi---non-e.html
Ma, visto che era così "intuibile", perché gli amministratori non si sono dati da fare per ridurla? Che aspettavano? Il docente sta quindi confermando che la colpa delle morti non è imputabile agli esperti della CGR? O, semplicemente, non sa cosa sia la vulnerabilità, e finisce per darsi torto da solo?

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Il docente è un teste d'accusa ed è un vulcanologo che dopo il terremoto a l'Aquila ha iniziato ad occuparsi di sismologia, il quale confonde sistematicamente compiti e ruoli delle istituzioni, lui è abituato così, nessuno gli dice niente... stiamo in Italia.. mi piacerebbe sapere cosa insegna ai ragazzi...
"Alla commissione Grandi Rischi era stato chiesto di fornire uno scenario del rischio" da chi? compiti art. 3 comma 1 DPCM 1250/2006 allora vigente " La Commissione, incaricata di rendere al Dipartimento della protezione civile pareri e proposte di carattere tecnico-scientifico in relazione alle problematiche relative ai settori di rischio indicati all'art. 1, si riunisce di regola con cadenza bimestrale" un docente universitario che vanta di avervi fatto parte non sa quali sono i compiti? sarà per questo che non ha fatto più parte di tale commissione? Adesso però sarà contento perchè è tornata a farne parte sua moglie...
e comunque non era per legge la commissione grandi rischi.. e comunque la riunione per oggetto nella convocazione non aveva la composizione di scenari di rischio (solo un imbecille può pensare che in una riunione si possano costruire scenari di rischio sismico in mancanza di studi sulla vulnerabilità, amplificazioni sismiche ed esposizione, scenari utili alla popolazione e agli amministratori), comunque è un docente che non sa come si valuta la vulnerabilità di un edificio.... per lui la vulnerabilità si intuisce... una studentessa in ingegneria impiega un anno a tempo pieno dopo il terremoto dell'Aquila scrivendo una tesi di 200 pagine (con tutte le informazioni a disposizione dopo il terremoto) per valutare la vulnerabilità di un solo quartiere della città e per lui la vulnerabilità si intuisce... ottimo criterio scientifico per un professore universitario come lo è lui... l'intuizione... insomma si intuisce anche quanto è stupida una persona che ragiona così...
Questo è quello che fornisce l'Abruzzo da Giuliani a Stoppa passando per Del Pinto, Ciccozzi e Cianciotta... qui è già un miracolo se gli edifici ancora non crollano senza terremoti...


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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La seconda parte del post di Stucchi, sulla comunicazione del rischio sismico:
Ancora sul rischio sismico – parte seconda

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Questa frase di Stucchi la quoto perché è la verità. Perché incolpare solo l'intervistato e non l'intervistatore?
Tra parentesi, ricordo che il tristemente celebre bicchiere di vino, prima di essere chiamato in causa da De Berardinis, fu citato dall'intervistatore stesso, che in questo caso suggerì l'esempio a De Berardinis che non prevedendo in quell'istante le possibili conseguenze confermò ripetendo la frase.

Quote:
E chi sarebbe in questo caso l’autore della comunicazione “del rischio”? De Bernardinis, o l’insidioso frame costruito dall’intervistatore, nel quale il vice capo del DPC si è peraltro fatto invischiare? Ovvero l’intervista stessa, che comprende un intervistatore e un intervistato? Quell’intervista di cui era stato chiesto il permesso di rilasciarla “dopo” la riunione a mo’ di conclusioni (permesso negato, ovviamente; ma trasmessa comunque – subdolamente – dopo)?


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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La stampa si è una casta non la comunità scientifica che come si può notare spesso ha all'interno alcuni elementi frustrati che pur di far carriera non esitano ad accusare colleghi in processi per strage colposa.... e neanche la Magistratura che si è visto come possa ribaltare una sentenza nei diversi gradi di giudizio contestando l'operato dei propri colleghi....
In questa triste vicenda la stampa locale come in parte anche quella nazionale ha fatto corpo... altrimenti non si giustificherebbe il fatto che non siano mai state fatte inchieste sui responsabili per legge delle azioni di prevenzione all'Aquila... forse perchè sono i loro datori di lavoro? la classe politica si compatta e chiama a rassegna i suoi fidi giornalisti...ebbene sì la colpa è degli scienziati.
Basti leggere ad esempio gli articoli che sono seguiti al convegno tenutosi a Pescara "Verso la Cassazione", come questo assurdo articolo dove si ribalta addirittura il ruolo che la stampa ha giocato durante il processo e anche prima:
http://www.cityrumors.it/notizie-pescara...formazione.html

Ultima modifica di Alex-64; 30/10/2015 09:41.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Ritornano sul bicchiere di Montepulciano... Sembra quasi si tratti di pubblicità occulta al vitigno abruzzese. E di nuovo non citano (come si dovrebbe fare a onore di verità) l'imbeccata decisiva (priva di dubbi) data dal giornalista a De Berardinis.

Se da una parte è vero che la comunità internazionale non ha (o aveva) perfettamente compreso le motivazioni dell'accusa, d'altra parte si cita che il verbale della riunione è stato redatto dopo il terremoto.
Sembra incredibilmente sfuggire al giornalista autore dell'articolo una elementare conseguenza logica di questa asserzione, ossia che, data la concatenazione temporale degli eventi, quel verbale non poteva rassicurare né allarmare, non ancora essendo stato redatto secondo quanto riportato dal giornalista stesso...

Personalmente, rispetto ad altre nazioni come gli stati uniti, dove la statura intellettuale dei giornalisti è molto elevata e tale da potere distruggere la carriera di presidenti (i giornalisti seri se ne rendono conto e usano tale potere con molta cautela e attenzione), la statura dei giornalisti italiani nella media appare essere a livello inferiore del piano di campagna.

Con le dovute (poche) eccezioni ovviamente.


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Marco Cattaneo ha pubblicato sul suo blog un estratto dal libro Terremoti, comunicazione, diritto:
Il paese della memoria corta

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Le richieste del Procuratore generale: Iniziata l’udienza in Corte di Cassazione

Ultima modifica di DanielaP; 19/11/2015 16:06.
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